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Un’altra deroga scellerata a chiusura obbligatoria attività commerciali

Rossetti: le sorti dei lavoratori del commercio romano non stanno a cuore come quelle di tanti altri lavoratori
Riceviamo e pubblichiamo - 27 Aprile 2009

Egregio Direttore,

sono di nuovo a chiederLe spazio per commentare l’ennesima scellerata decisione che ha assunto l’Assessore al Commercio ed alle Attività Produttive del Comune di Roma,On. Davide Bordoni. Egli, infatti, ha concesso la deroga alla chiusura obbligatoria di tutte le attività commerciali per il 25 aprile. L’ultimo dei miei pensieri è quello di strumentalizzare la data del 25 aprile per sostenre le mie tesi.

Da un punto di vista lavorativo il 25 aprile, nel contesto del ragionamento che voglio fare, lo considero semplicemente un giorno di festa sottratto ai lavoratori del commercio. Giova ricordare che appena qualche settimana fa -dopo trattative interminabili- l’Assessorato aveva varato il calendario per le chiusure/aperture delle domeniche e delle festività del 2009. E tra le residue festività sopravvissute alla ‘sventagliata liberista’ del Comune di Roma vi era, appunto, il 25 aprile.
Pur tuttavia, con un inatteso colpo di mano, il 23 aprile l’Assessore ha firmato la deroga alla chiusura e di fatto ha permesso l’apertura di tutte le attività commerciali per sabato scorso. Sorvolo sulla opportunità politica di tornare in così breve tempo su decisioni assunte appena qualche settimana prima, è del tutto evidente, infatti, che l’Assessorato sul tema sta navigando a vista e dimostra di continuare ad ignorare i veri problemi del commercio romano che, naturalmente, non possono essere ridotti alla questione delle aperture nei giorni festivi.
Non di meno la repentina decisione ha tutto il sapore dell’ennesimo regalo alla già privilegiata grande distribuzione organizzata, in spregio degli interessi del piccolo e medio commercio e dei lavoratori impiegati in questo comparto cittadino.

La decisione improvvisa del resto, ha impedito alle piccole attività di organizzarsi per tempo. Uno stravolgimento del calendario così fulmineo ha trovato preparata la sola GD ed ha penalizzato, tanto per cambiare, le piccole attività che avevano organizzato il lavoro sulla scorta del recente calendario. Non meno grave è stato il provvedimento nei confronti dei lavoratori che sono inevce impiegati nella grande distribuzione e nei centri commerciali. Dall’oggi al domani, come suol dirsi, moltissimi lavoratori hanno dovuto cambiare, stravolgere i programmi fissati e recarsi al lavoro. Segno che le sorti dei lavoratori del commercio romano non stanno a cuore come quelle di tanti altri lavoratori.

Gli Uffici comunali, tanto per fare un esempio, il 21 aprile, Natale di Roma, sono rimasti regolarmente, ed aggiungo giustamente, chiusi. Davvero stento a comprendere le ragioni che possano giustificare queste evidenti disparità di trattamento tra lavoratori che operano nella stessa città!

I lavoratori del piccolo e medio commercio si sentono abbandonati anche da questa Giunta comunale. Per loro cambiare, evidentemente, non è servito a nulla.

Alfonso Rossetti


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