Categorie: Lavoro
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Uova e spray contro la sede romana della Cisl

Il sindacato attaccato da esponenti di “Action - Diritti in movimento”

Dopo la contestazione a Bonanni durante la festa del PD a Torino, c’è stato un vero e proprio attacco alla Cisl, lo scorso 6 ottobre, alla sede di Roma in via Po.
Il blitz è stato compiuto da un gruppetto di persone non identificato, di esponenti di ‘Action – Diritti in movimento’.
A rivelarlo la stessa organizzazione sindacale spiegando che i muri della sede guidata da Raffaele Bonanni sono stati imbrattati da vernice rossa e uova. Lanciati anche fumogeni ed alcuni volantini.

I filmati delle telecamere di sicurezza sono già stati acquisiti dagli investigatori e della vicenda se ne sta occupando la Digos.

L’azione è stata rivendicata dagli attivisti di "Action -Diritti in movimento", che sul loro sito hanno riportato le ragioni della contestazione: la Cisl e la Uil, sostengono, «stanno accettando il ricatto» di Fiat, favorendo «un arretramento sul terreno dei diritti. Contestiamo la Cisl e la Uil perché questi sindacati fanno parte di quella casta distante dai problemi quotidiani che decide a tavolino sulla pelle delle persone, senza sapere che cosa vuol dire perdere diritti e dignità».

Nello stesso giorno in provincia di Lecco, a Merate, alcuni militanti della Fiom avrebbero fatto irruzione nella sede Cisl di Merate. I metalmeccanici della Cgil, attraverso il segretario generale della Fiom Lombardia, Mirco Rota hanno sottolineano che «le cose sono andate in tutt’altro modo». «Attorno alle dieci 4 lavoratori, di cui due delegati della Fiom, si sono presentati davanti alla sede della Cisl – spiega Rota – e dopo aver preavvisato le forze dell’ordine, due di loro (sotto gli occhi della forza pubblica) sono entrati nei locali e hanno consegnato un volantino. Gli altri due sono rimasti all’esterno: la storia è finita. Chiediamo a tutti gli altri – conclude il segretario generale della Fiom Lombardia – di non trasformare le legittime proteste e mobilitazioni dei metalmeccanici in atti che nulla hanno a che vedere con la storia e con il presente delle lavoratrici, dei lavoratori e della Fiom».
Il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi di fronte all’episodio ha dichiarato la necessità di reagire con più decisione a una serie di azioni allarmanti, di atti violenti contro cose e persone anche attraverso, quando necessaria, la più ferma repressione degli atti criminosi. “Troppa sottovalutazione, troppo perdonismo – sostiene il Ministro – anche in settori istituzionali, preparano solo attentati più gravi e l’affievolimento della democrazia. Adesso basta!.
È doveroso – prosegue Sacconi – riconoscere il ruolo svolto da questa organizzazione in tutta la sua storia per produrre l’effettiva promozione dei diritti nel lavoro ed insieme il particolare coraggio che i suoi militanti e quadri hanno dimostrato e dimostrano nel difendere le proprie convinzioni anche nelle più difficili situazioni».

Il portavoce del PdL Daniele Capezzone esprime tutta la sua solidarietà alla Cisl, ribadendo la necessità da parte della sinistra democratica di isolare gli atteggiamenti violenti “nell’arcipelago dell’ultrasinistra”.

Dario Franceschini anch’egli esprime la propria solidarietà e dichiara in una nota che «Il Pd ha già chiesto al governo di riferire in aula sull’accaduto. Episodi come questi non vanno mai trascurati e sottovalutati perché segnano un clima di intolleranza nel paese che va subito circoscritta e contrastata».
«Esprimo solidarietà alla Cisl e al suo segretario generale Raffaele Bonanni per l’ennesimo grave episodio di violenza nei confronti del sindacato». Lo dichiara in una nota il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini.

Anche il Sindaco di Roma non è da meno e oltre a dare il proprio sostegno alla Cisl aggiunge che “non è un caso che a distanza di poco tempo, dopo quanto accaduto a Torino al suo segretario Raffaele Bonanni, questo sindacato si sia ritrovato nuovamente nel mirino di gruppi estremisti. E’ la dimostrazione che quando un’organizzazione sindacale opera al meglio nell’interesse dei lavoratori dà fastidio a qualcuno. E’ grave e intollerabile – conclude Alemanno – che un’organizzazione come Action abbia rivendicato questo episodio».

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