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Usura, nei dati dei quattro sportelli antiusura attivi in città

Il quinto sarà aperto a breve a Trastevere

Con quello attivato recentemente al Quartaccio (Municipio XIX), l’unico nella zona nord, diventano quattro gli “Sportelli di aiuto per la prevenzione del fenomeno dell’usura” in funzione nel Comune di Roma.

Gli altri tre sportelli, dislocati nella zona sud della capitale e precisamente nel X Municipio (Cinecittà), nel XIII (Ostia) e nel VII (Centocelle) sono attivi, rispettivamente, dal 2002, 2003 e 2004. Tra breve ne entrerà in funzione un altro a Trastevere e, novità assoluta, a gestirlo sarà la Comunità ebraica.

Il progetto, voluto dall’assessorato capitolino alle periferie per aiutare le imprese finanziate dalla legge che promuove lo sviluppo nelle aree di degrado urbano (legge n.266/97), s’inserisce in un disegno più ampio: quello di stroncare il legame di dipendenza tra vittime e usurai creando una rete di sostegno con gli istituti di credito. Gli sportelli hanno un territorio di competenza non strettamente legato ai confini del Municipio di appartenenza sicché, ad esempio, dei 70 cittadini che si sono rivolti allo sportello di Cinecittà (primo semestre del 2004), solo 19 abitavano nel X Municipio. Un’evidenza confermata, con proporzioni diverse, anche nello sportello di Ostia dove solo 29 cittadini, sui 40 che ne hanno fatto ricorso, risiedevano nel XIII Municipio.

Dai dati sugli utenti dei tre sportelli antiusura della zona sud contenuti nel “Rapporto sull’economia romana 2004-2005” del Comune di Roma si rileva che gli artigiani e i lavoratori autonomi rappresentano oltre il 40% degli utenti complessivi. Mentre sembra diminuire, rispetto al primo anno, seppur lievemente, il peso dei lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati, i dati segnalano una situazione di ascesa preoccupante per i disoccupati e i pensionati. E alcuni casi ribadiscono l’allarme per situazioni di indebitamento legate al mantenimento del proprio tenore di vita o, addirittura, alla mera sopravvivenza.
Queste “nuove povertà”, così definite dagli studiosi del moderno pauperismo, sono sempre più costrette a rivolgersi a forme di credito alternative. Significativo in proposito, sempre secondo il “Rapporto”, il ritorno a quel credito su “pegno” che sembrava ormai in disuso.

Qual è, in concreto, l’offerta degli sportelli municipali?
Consulenza penalistica e civilistica attinente all’usura e all’indebitamento rivolta gratuitamente sia a imprenditori che a semplici cittadini; consulenza aziendale per la gestione delle fasi di crisi e per il risanamento di situazioni debitorie. Ma anche, e soprattutto, consulenza psicologica. L’obiettivo principale degli operatori di sportello (avvocati, consulenti aziendali, psicologi) resta tuttavia quello di prestare aiuto senza proporre nuovi prestiti, e ciò per evitare i rischi del cosiddetto “indebitamento patologico”.

Tra i rimedi messi in campo per combattere l’usura sembra utile ricordare la legge 108/96. Emanata con lo scopo di costruire un sistema creditizio sussidiario per i soggetti esclusi dal credito tradizionale, essa prevede la costituzione di due distinte risorse per fronteggiare altrettanti momenti: un fondo di prevenzione dell’usura e di un fondo di solidarietà per le vittime dell’usura.

Il primo, istituito presso il Ministero del Tesoro, è utilizzabile da Confidi e dalle Fondazioni antiusura per fornire alle banche le garanzie sui prestiti concessi ai soggetti in difficoltà. Pertanto, gli operatori economici (artigiani, commercianti, piccoli imprenditori) possono rivolgersi ai Confidi; le famiglie e i singoli possono indirizzarsi alle Fondazioni antiusura. Il “Rapporto” informa che nel Lazio, dal 1996 al 2004 , i 16 Confidi e le 6 Fondazioni esistenti hanno beneficiato di contributi per la prevenzione pari a un totale di circa 24 milioni di euro.

Il secondo, disponibile presso il Ministero dell’Interno, offre agli operatori economici che abbiano denunciato gli usurai la possibilità di accedere a un mutuo senza intereressi da rimborsare in dieci anni. C’e da dire però che tale forma di mutuo, prevista dalla legge per il “reinserimento della vittima dell’usura nell’economia legale al fine di assicurarne l’adeguato recupero imprenditoriale nel sistema economico”, sta mostrando tutte le sue falle. Per questo la Giunta Veltroni ha inteso adottare in via sperimentale un sistema di “tutoraggio” , destinatari le vittime dell’usura e chi si trova in situazioni di grave indebitamento, che va ad integrare il sistema degli sportelli. Il finanziamento del singolo progetto di “tutoraggio”, presentato da Associazioni, Fondazioni o Confidi, per ora, varia dai 1200 ai 5000 euro.

Provvedimenti a parte, è opinione comune che la politica di prevenzione non può essere disgiunta da una sinergia mirata tra istituzioni e società civile e dalla generale consapevolezza che il fenomeno dell’usura colpisce non solo la persona, ma l’intero tessuto economico.

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