Visionari, Sognatori, “Trasformers” al Maxxi

Una mostra in cui i visitatori condividono la visione creativa di una Realtà in trasformazione
di Carla Guidi - 4 Dicembre 2015

Appena si giunge al MAXXI ci accorgiamo della presenza di un grande fiore di loto, dai petali dorati di 10 metri di diametro, che “respira” letteralmente, se ne ode la vibrazione sonora; forse un invito a concentrarsi sul proprio e riflettere sulla nostra esistenza attuale o forse addirittura l’eco di un respiro cosmico che ci siamo disabituati a percepire.

fioreCon la mostra Transformers, a cura di Hou Hanru e Anne Palopoli, il MAXXI propone un’ottica particolare attraverso la quale osservare il nostro tempo, fortemente segnato da trasformazioni globali e rapide, mentre i confini fra le nazioni sono diventati fragili e messi in discussione dallo spostamento di grandi masse umane, spinte tragicamente ad abbandonare le loro terre colpite da guerre ed eventi climatici catastrofici. In questo panorama le tradizionali discipline e le culture, globalizzandosi anche attraverso i media, tendono a fondersi, a ridefinirsi. Questa esposizione in particolare, sancisce un legittimo continuum tra Arte e Design e non solo … Il fare artistico è diventato ormai un agire che genera esperimenti sociali, a sua volte fortemente influenzato da un sociale sottoposto a mutazioni derivate dal contatto prolungato ed aggressivo di nuove tecnologie di ingegneria biologica ed intelligenza artificiale, sottoposto ad economie complesse e spietate.

Come dice Hou Hanru, Direttore Artistico MAXXI – Non solo la nostra percezione del mondo si sta spostando dalla “realtà analogica” alla “realtà virtuale”, ma il mondo reale in cui viviamo si sta rapidamente trasformando in una nuova realtà, in cui analogo e virtuale si mescolano. Le espansioni di Internet e dei social media stanno sfocando e ridisegnando i confini tra noi, trasformando le diverse soggettività in “inter-soggettività”, trasformano il modo in cui ci definiamo come esseri umani, la sostanza stessa della nostra vita. (…) Il modo in cui viviamo e facciamo le cose sta trasformando la realtà del mondo. E tutti sono, in potenza e di fatto, transformers, trasformatori. –

Tutto questo viene raccontato attraverso il lavoro di Choi Jeong-hwa (Seoul, Corea 1961), Didier Fiuza Faustino (Chennevières-sur- Marne, Francia 1968), Martino Gamper (Merano, Italia 1971) e Pedro Reyes (Mexico City, Messico 1972) provenienti dai quattro angoli del mondo, persone ma al contempo artisti, designer e attivisti sociali, veri e propri Transformers. Diversi tra loro ma uniti e coerenti nel comune progetto di documentare le trasformazioni della Realtà e suggerire un diverso modo di partecipare, di capire, ma anche di trasformare positivamente il fluido erompere di mondi e di atteggiamenti che entrano in contatto per convivere ed a volte per confliggere. La stimolante interdisciplinarità di Transformers rispecchia a pieno la mission del museo che in questi anni si sta configurando come un vero e proprio “campus della cultura”, un laboratorio che affianca mostre, eventi, concerti, dibattiti ed incontri per un pubblico sempre più ampio.

pallonciniAll’ingresso abbiamo visto la grande installazione Golden Lotus di Choi Jeong-hwa, nelle gallerie interne ancora tre dei suoi spettacolari lavori. Cosmos, una cascata di perle colorate che suggerisce l’immersione tra miriadi di costellazioni; Hubble Bubble, una “foresta verde” sospesa in cui il pubblico può entrare, esplorare, perdersi, oppure l’installazione Life Life, fatta di lunghi palloncini colorati che ogni giorno si rinnova grazie al loro progressivo cadere, sgonfiarsi e scoppiare e grazie all’intervento dei visitatori che possono gonfiarne ed aggiungerne altri.

Proseguendo il percorso di mostra, si incontra Post Forma, una particolare collezione di sedie riciclate che, con interventi di tessuto filato a mano e vetro soffiato, cambiano, si modificano, si adattano a nuovo uso. E’ il progetto di Martino Gamper, il cui lavoro si pone al confine tra arte e design, enfatizzando il work-in-progress e la partecipazione sociale. Il pubblico del MAXXI potrà utilizzare le sedie di Gamper e attivare così quelle relazioni sociali connesse al sedersi, al dialogare.

fucileLe armi sono l’emblema stesso della violenza ma possono trasformarsi … rottamate e ri-assemblate diventare “musica” e veicolare un messaggio di pace. Così Pedro Reyes, formazione da architetto, trasforma pistole e fucili in un’orchestra meccanica. L’installazione Disarm e cinque sculture Disarm Instruments sono realizzate con i resti delle armi raccolte e distrutte dall’esercito messicano. A completare il lavoro Reyes realizza un giornale con dati, numeri, informazioni sconcertanti sulla produzione ed il traffico d’armi. A questo proposito non possiamo non ricordare Pino Pascali, un eclettico artista italiano, scultore, scenografo e performer degli anni ’60, morto prematuramente ma mai dimenticato, che introdusse tra le altre sue, un ciclo di opere dedicato alle armi, veri e propri giocattoli realizzati con materiali di recupero (metalli, paglia, corde) mentre molti suoi lavori riproponevano le icone e i feticci della cultura di massa. Allora la seconda guerra mondiale era finita da pochi anni, la guerra fredda era al suo apice, però oggi le guerre non sono ancora finite, mentre si aggiungono al panorama bellico i drammatici esodi delle masse all’insegna della disperazione. Si intitola Lampedusa infatti l’installazione che chiude il percorso di mostra di Didier Fiuza Faustino, artista e architetto che esplora la relazione intima e intensa tra le condizioni sociali del corpo e la produzione dello spazio. Si tratta di una gigantesca boa in polistirolo, una moderna zattera collocata di fronte ad una grande riproduzione de La Zattera della Medusa di Géricault. Altrettanto forte e inquietante è l’opera Body in Transit, una cassa progettata per poter essere appesa al carrello di un aereo, uno spazio minimo tra tutti quelli usati dagli emigranti clandestini per nascondersi e viaggiare precariamente verso la salvezza.

chitarraA questo punto non possiamo non parlare anche della nuova opera entrata nella collezione del MAXXI, si tratta de La Città Perfetta di Olivo Barbieri, cioè le foto e i video per raccontare la costa Adriatica vista dall’alto, 400 km di costa da Vasto a Ravenna, attraversando Abruzzi, Marche ed Emilia Romagna, considerata perfetta per il suo mix esemplare di qualità della vita e spreco ecologico, che mostra complessità e contraddizioni dell’urbanesimo contemporaneo, ferite profonde della terra e spiagge popolosissime, i monumenti dal Palazzo Ducale di Urbino al Lazzaretto di Vanvitelli, le valli dei fiumi invase da case, casette, fabbriche e capannoni, i flussi contradditori dell’emigrazione clandestina e degli amanti dell’industria del divertimento. L’artista ha sorvolato su un elicottero oltre 40 città in tutto il mondo, da Roma a Shanghai, da Las Vegas a Siviglia, da Torino a Montreal, da Beijing a Los Angeles, da Amman a New York, da Brasilia a Tel Aviv. Osservate dall’alto, esse appaiono come modelli in scala, ribadendo l’ambiguità esistente tra la realtà, la sua rappresentazione ed il modo in cui la percepiamo. Realizzata con il sostegno di Eni, rimarrà esposta al MAXXI fino al 3 gennaio 2016.

Adotta Abitare A

Queste caratteristiche della mostra, aperta fino al 28 marzo 2016, la rendono assai interessante per tutti, anche per un pubblico molto giovane per il quale il MAXXI come di consueto, ha organizzato attività educative e laboratori per la scuola primaria I COLORI DEL COSMO e secondaria VISITA-ESPLORAZIONE, con apertura anticipata del Museo alle ore 10,00 – dietro prenotazione delle visite dei gruppi classe al numero 06.3201954.

Inoltre, durante il periodo della mostra, sono stati organizzati alcuni incontri che ne approfondiscono i temi o li sviluppano da altri punti di vista. “POTENZIALI DI TRASFORMAZIONE” a cura di doppiozero, analizza come la rete offre nuove opportunità alla creazione letteraria e artistica, producendo, allo stesso tempo, nuove forme di critica, commento e partecipazione.

Appuntamenti:

venerdì 15 gennaio 2016, Scritture plurali: dalla carta alla rete – h. 18– 20 – Quali sono i potenziali di trasformazione della produzione culturale dalla carta alla rete? Se ne discute insieme a protagonisti del mondo dell’editoria.

venerdì 19 febbraio 2016, Critica, commento e partecipazione h. 18– 20 – Dopo le forme di costruire indipendenza, le mosse delle case editrici nella rete, l’attenzione si rivolge ora alle forme di dibattito critico attraverso le rete, di cui i blog letterari sono protagonisti.

FOTO: Valter Sambucini al “MAXXI_Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma” – via Guido Reni, 4° – info.06.320.19.54 – orario di apertura: 11.00 – 19.00 (mart, merc, giov, ven, dom) |11.00 – 22.00 (sabato) – chiuso il lunedì. Durata della mostra fino al 28 marzo 2016. www.fondazionemaxxi.it


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