Voglia di lavorare, saltami addosso

Roma, Centocelle, Via dei Ciclamini, Ufficio Postale. E la pratica infinita con AMA
Attilio Migliorato - 24 Luglio 2022

Roma, Centocelle, Via dei Ciclamini, Ufficio Postale. Entro nell’Ufficio Postale alle 10,10, lascio i 30 gradi esterni per immergermi nella gradita aria condizionata. Otto postazioni di sportello, sette impiegati seduti, una postazione libera.

Nessun cliente in attesa avanti a me, ho preso il numero A38 e sul tabellone leggo che il 37 è già allo sportello. Quattro clienti serviti al momento, tre impiegati “stravaccati” alle loro sedie. Ho pensato, due minuti e ritornerò purtroppo al caldo.

Ne sono passati 20 di minuti, i tre impiegati liberi allo sportello non hanno chiamato nessun numero. I tre guardavano il video della loro postazione, uno di loro leggeva il loro contratto nazionale del lavoro.                Da una porta del retro esce una bella ed elegante signora (la direttrice?) che consegna degli incartamenti all’impiegato giovane e palestrato, spiegandogli cosa ne dovesse fare, lui li prende e poi, in assenza della bella signora, inizia a borbottare e passa il tutto ad una sua collega che ridendo all’impazzaata li archivia nei raccoglitori alle sue spalle.

Ho desiderato fare una foto, ma non potevo; ho desiderato di protestare, l’ho evitato.  Una dei quattro impiegati che lavoravano, finito con un cliente, ha chiamato il mio numero. Si è scusata dell’attesa, le ho risposto che stavo guardando i tre impiegati “non impegnati”. Tra un sottinteso e l’altro ci siamo spiegati anche con gli sguardi.

Problema di Poste Italiane? No. Non solo.

Young obese man sitting at workplace and procrastinating being lazy and distracted.

Ieri ho letto questa lettera della Signora Bianca Summa, pubblicata sul Corriere della Sera edizione romana:

“Dopo aver cambiato casa e quindi indirizzo di domicilio e residenza, sapevo di dover inviare all’AMA una richiesta di cessazione del vecchio indirizzo e iscrizione del nuovo. A gennaio del 2021 ho compilato la modulistica sul sito AMA, inviato la raccomandata e ricevuto la conferma di corretta ricezione con timbro AMA del 20 gennaio 2021. A giugno 2021 arriva il 1° semestre della TARI ancora al vecchio indirizzo, la pago e comunque apro un ticket (non mi dilungo sulla follia che non sia possibile, ma si sia costretti a chiamare lo 060606). Dopo un mese e mezzo vengo contattata da un impiegato AMA, che mi dice che la pratica è in lavorazione e che se dovesse arrivare anche il 2° semestre al vecchio indirizzo non la devo assolutamente pagare, anzi riceverò un credito per quella del 1° semestre, con la TARI della nuova abitazione. A dicembre 2021 la TARI arriva di nuovo al vecchio indirizzo: mi scuso se qui esce la mia romanità, ma arichiama 060606, ariapri n’artro ticket ecc. Aggiungo che per tutelarmi ho anche inviato via fax il modulo di istanza di autotutela, in cui dichiaravo di non pagare perché non abitavo più in quella casa dal dicembre 2020. Assurdo che nel 2022 si possa mandare questo modulo solo via fax. Siamo a luglio 2022 e continuo a ricevere la TARI sempre riferita alla vecchia casa. Il 17 luglio ho richiamato lo 060606 per aprire l’ennesimo ticket. Nell’ottica di ottimizzazione delle risorse umane, dopo 18 mesi dall’apertura della mia banale richiesta mi chiedo: ma se tutti gli impiegati che hanno perso tempo a rispondere alle mie chiamate, aprire i ticket, richiamarmi per confermarmi che la pratica era in lavorazione , l’avessero invece lavorata e chiusa? Del mio tempo perso non parliamo proprio…”

Problema di AMA? No. Purtroppo, non solo.

Gioielleria Orologeria Argenteria Licata

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