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Tutte le curiosità sul primo anno di Pontificato

Un anno fa la fumata bianca che confermò Jorge Mario Bergoglio nuovo Pontefice di Roma, dopo la rinuncia di Benedetto XVI.

Un pontificato che è già entrato nella storia segnando una svolta importante nella politica del Vaticano. A partire dalla scelta del nome “Francesco”,  nata proprio dall’idea di una “Chiesa povera fra i poveri”.

Da subito il nuovo Papa ha mostrato la volontà di costruire una Chiesa del futuro, aperta ai cambiamenti della società. Una figura carismatica per i fedeli ma scomoda, per certi versi, agli stessi ambienti ecclesiastici. Come dimenticare le dichiarazioni di Bergoglio sull’omosessualità “Chi sono io per giudicare i gay?” e la sua apertura nei confronti dei divorziati riposati.

papa francesco

Papa Francesco è un Papa che non si fa problemi nell’alzare il telefono e chiamare direttamente i mittenti delle sue lettere; è un Papa tifoso di calcio (per la sua squadra argentina del San Lorenzo) che si muove a piedi e con i mezzi pubblici. Talvolta anche in bicicletta. E’ un Papa che detiene diversi primati: primo gesuita e primo sudamericano ma è soprattutto un Papa che è saputo entrare rapidamente nel cuore delle persone grazie alla sua grande umanità.

Il primo cittadino, in una lettera indirizzata a Papa Francesco in occasione del primo anniversario del suo pontificato: “A nome di tutte le romane e i romani che ho l’onore di rappresentare, desidero rivolgerLe il nostro più sentito e felice augurio per il primo anno del Suo Pontificato”.  “Un anno – continua la lettera – che ha cambiato la vita di tutti noi, che viviamo la Sua presenza anche alla guida della Diocesi di Roma”, scrive il sindaco che continua “da quel “buonasera” del 13 marzo di un anno fa, con tanti piccoli gesti Lei ha instaurato, da subito, con Roma un rapporto speciale, direi unico, da autentico ‘Vescovo di questo Popolo’. Ci commuove – prosegue Marino nella sua missiva – la Sua attenzione e la partecipazione alla vita della nostra città, e il contatto che ha saputo stabilire con tutte le sue realtà. La ringrazio per la semplicità delle sue parole che hanno in sé una forza dirompente; grazie per aver concretizzato e ravvicinato la Tenerezza e la Misericordia, grazie per aver usato parole ferme contro l’usura e la “dea Tangente”. Grazie – conclude – per porre sempre al centro la Persona, con le sue debolezze, le sue fragilità, i suoi diritti. Tutti noi siamo toccati e risvegliati dai Suoi sentimenti, dalle Sue parole”.

L’Habemus Papam di un anno fa

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