1° Maggio 2020 Festa internazionale dei lavoratori

Lo festeggeremo dalle nostre abitazioni, con la speranza e l’auspicio di ritornare nei tempi dovuti e necessari alla ripresa di una vita normale
Sergio Fenaroli, Cgil Lombardia - 30 Aprile 2020

Quest’anno straordinario per la pandemia del COVID-19 festeggeremo il 1° Maggio dalle nostre abitazioni, con la speranza e l’auspicio di ritornare nei tempi dovuti e necessari alla ripresa di una vita normale, dovremo ingegnarci con entusiasmo per rispondere adeguatamente onorando una festa significativa ed importante per la nostra storia e per il futuro.

Il coronavirus ha colpito gli anziani e nel contempo anche il mondo del lavoro, questi due fattori sono gli elementi che devono rappresentare il cuore del nostro impegno immediato e futuro.

Fresco Market
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Un 1° Maggio dedicato a tutti lavoratori della Sanità

 

Il Sistema Sanitario Nazionale e Regionale deve essere rivisto proprio nel rimediare alle lacune emerse, potenziando l’assistenza medica di base, domiciliare, territoriale e non esclusivamente orientata sulle grandi strutture Ospedaliere (caso Lombardia).
Questo 1° Maggio è dedicato per merito, a tutti lavoratori della Sanità, Medici, Infermieri, Volontari del Soccorso, Protezione Civile, Forze dell’Ordine, addetti alla pulizia  sanificazione, ai Servizi, a tutti quei lavoratori che non si sono mai fermati, ponendo a rischio la propria incolumità fisica per tutelare la nostra.  Un caloroso riconoscimento va a tutti i medici giunti in Italia, da Cuba, dalla Russia, dalla Cina, dalla Romania dall’Albania, dalla Polonia, Norvegia e Ucraina, con autentico spirito solidale, non dimenticheremo mai!
Nel contempo è necessario intervenire sulle attività produttive per rilanciare l’economia del Paese.

Salvare le Aziende per salvare i Lavoratori e l’Italia

Festeggiando il 1° Maggio, non possiamo distogliere l’attenzione dalla situazione economica delle famiglie ed alle attività produttive da dove nasce la produzione e le risorse necessarie alla nostra sussistenza, con prudenza quindi ed una efficace organizzazione è necessario ripartire.
Si è scoperto e praticato positivamente il lavoro ed anche lo studio da casa, è un aspetto positivo ed innovativo di questa crisi sanitaria, lo “smart working” un fatto impensabile 20 anni fa, ora reso possibile grazie alle innovazioni informatiche, che potranno continuare nei prossimi mesi.
Ecco, questa è la nuova grande risorsa che dovrà aiutare l’intero mondo del lavoro, lo studio, la conoscenza, la ricerca e l’innovazione, pensare ed agire per un nuovo modo di vivere e lavorare, cosa e come produrre e per chi?
Sarà necessario riscrivere e rimodulare i rapporti con i Paesi che detengono le materie prime e chi le trasforma come il nostro, riequilibrare lo sviluppo nel rispetto dell’ambiente e della natura, e dell’umanità, offrire migliori condizioni di vita laddove è più minacciata, obbligando le popolazioni ad abbandonare i loro luoghi di nascita ed emigrare.

 

Solidarietà, equità della giustizia e del benessere per tutti i popoli del Mondo

Un “nuovo ordine mondiale” si impone, a questo saremo chiamati in una gara a 360° nel Mondo.
Deve prevalere l’ottimismo e l’entusiasmo che si alimenta in tutti noi nel sostenere la volontà dell’agire e del fare, rispetto al pessimismo e l’amarezza del momento attuale che ancora non abbiamo superato e che potrebbe sciaguratamente ripresentarsi.
Non potremo ripartire come prima, le classi dirigenti, i Partiti le forze democratiche, che hanno la responsabilità di progettare il futuro, dovranno essere sostenuti per questa necessità, non sarà un passaggio spontaneo e indolore, le Organizzazioni Sindacali di massa dovranno battersi, creando una nuova cultura e mentalità, per questo cambiamento.
Adorniamo le nostre abitazioni, coloriamo i balconi delle nostre case con le bandiere rosse del lavoro, della Pace e dell’Italia, festeggiamo questo primo Maggio nell’insegna della Solidarietà, della equità della giustizia e del benessere per tutti i popoli del Mondo.

W il 1° Maggio W la Pace W il lavoro W la Libertà

Sergio Fenaroli, Cgil Lombardia


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