24 marzo 1944, eccidio delle Fosse Ardeatine: 75 anni dopo

Un evento che rappresenta ancora oggi una pagina di storia di grande attualità e di dolore, che richiama gli orrori della guerra
Luciano Di Pietrantonio - 24 Marzo 2019

Ricordare e fare memoria di eventi e fatti storici, spesso ci aiuta a comprendere il periodo in cui viviamo, e non sempre sono comprensibili come gli anni che stiamo attraversando.

Non a caso tante persone: anziani e giovani, occupate o in cerca di lavoro, precari e lavoratori autonomi, ritengono che pensare “agli anni a venire, non si parla, al massimo si prevede una triste prosecuzione dei mali presenti. In una società narcisista, dove la solidarietà sembra scemare, perché si vive di solo presente, o di malinconica nostalgia, questa rimozione del futuro è del tutto comprensibile,” questi concetti esprimevano diversi uomini di cultura, in occasione della ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia. E purtroppo hanno ancora una attualità, nel presente della società, del nostro Paese.

Ecco, uno dei perché, il 24 marzo, anniversario dell’eccidio, evento simbolo della durezza della rappresaglia, durante l’occupazione nazista di Roma, rappresenta dopo 75, anni una pagina di storia di grande attualità e di dolore, che richiama gli orrori della guerra.

Questi i numeri delle Fosse Ardeatine: 335 italiani trucidati dalle forze di occupazione tedesche tra militari e civili, 13 persone non furono identificate, fra le vittime 75 appartenenti alla Comunità ebraica romana; fra i caduti civili: commercianti, professori, artigiani,industriali, contadini, ingegneri, avvocati, farmacisti, pittori, studenti; e fra i militari soldati, di diverse armi, come  marinai, carabinieri, ufficiali, maggiori, oltre a un sacerdote don Pietro Pappagallo.

La società romana era sostanzialmente rappresentata, in tutte le fasce sociali di quel periodo, e questo rese l’eccidio, malgrado i bombardamenti e l’occupazione dei militari tedeschi e delle SS della Città Eterna, più drammatico e partecipato.

La vicenda delle Fosse Ardeatine è raccontata e presente in molti libri,  film, fiction televisive, su diversi siti internet, questo a dimostrazione di come questo drammatico evento sia ancora vivo nella memoria, non solo di Roma, ma nel Paese.

Il doveroso ricordo e il rispetto per le vittime, deve far riflettere sulla nostra storia, ove la guerra non guarda in faccia a nessuno, e la ricerca della pace deve essere un bene che va coltivato ogni giorno.

Nel corso degli anni alle Fosse Ardeatine, ci sono state diverse visite dei Pontefici: dall’italiano Papa Paolo VI, al polacco Papa Giovanni Paolo II, al tedesco  Papa Benedetto XVI, all’argentino Papa Francesco, e dei Rabbini della Comunità ebraica di Roma, Elio Toaff e Riccardo Di Segni.

Nel Sacrario, dove i simboli hanno un grande valore, si svolgerà lunedì 25 marzo, la Cerimonia per il 75° anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, alla presenza del Presidente della Repubblica,  Sergio Mattarella. Ci sarà la preghiera e la condanna degli sfregi dell’ultimo conflitto, ma soprattutto  contribuirà al rafforzamento del dialogo fra religioni, e a migliorare i rapporti fra cattolici ed ebrei.

Questa ricorrenza è sempre destinata a lasciare un segno di ricordo e di speranza.

Non a caso in questi giorni, viene citata una frase di Indro Montanelli: “Un paese che ignora il proprio ieri, non può avere un domani,”

Ecco perché è giusto ricordare!

Luciano Di Pietrantonio


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