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27 marzo, si celebra la Prima Giornata Nazionale del Teatro in Carcere

Iniziative artistiche nel penitenziario di Rebibbia. Bonafoni: "il teatro dentro le celle, per aiutare le detenute ad uscire fuori"

Oggi 27 marzo l’Italia celebra la Prima Giornata Nazionale del Teatro in Carcere promossa dall’Unesco. Per l’occasione Marta Bonafoni, vicecapogruppo “Per il Lazio” si è recata a Rebibbia femminile per accedere alle performance di artiste che si svolgeranno nel penitenziario: danzatrici di flamenco, attrici e cantanti che coadiuvate dalle operatrici delle associazioni, interagiranno con le donne di Rebibbia attraverso l’arte e lo spettacolo.

“Quella di oggi – spiega Bonafoni – vuole essere una giornata di spettacolo, ma soprattutto di confronto nell’ambito del processo di sensibilizzazione e reinserimento sociale delle categorie fragili necessario per realizzare insieme alle detenute un percorso che le porti “fuori le mura della cella”. Un’occasione in più per accendere i riflettori sulle reali condizioni di vita degli uomini e delle donne rinchiuse nelle carceri del Lazio. Dall’inizio del mio mandato ne ho visitate tre e pur riscontrando la presenza di operatori carcerari collaborativi e disponibili, lo scenario di vita che ho constatato è stato davvero deprimente.
Spazi angusti, strutture fatiscenti,celle stipate al di sopra di ogni possibilità umana.

Un contesto di totale degrado che sicuramente influisce sull’alto numero di suicidi e atti di autolesionismo compiuti dai detenuti.
Ben vengano quindi iniziative come quelle di oggi che riescono a coniugare impegno simbolico e atti concreti, nella consapevolezza comune che il sistema carcerario ha bisogno di interventi massicci strutturali e economici per renderlo luogo di concreto reinserimento e non limbo infernale destinato a vite da dimenticare”.

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