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4 ottobre: San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia

Quest'anno il Santo sarà celebrato da Papa Bergoglio in visita ad Assisi

“Da ricco che era… Francesco si fece povero rinunciando a tutto, per mettersi con gli ultimi, fino a diventare mendicante egli stesso.”

Dopo circa otto secoli, il messaggio e la testimonianza di San Francesco d’Assisi sono ancora di grande attualità, ed è più vivo che mai. Un messaggio semplice ma impegnativo: portare la“speranza agli ultimi,” che si manifesta, in questo nostro tempo anche, attraverso 10.500 frati, in 1.700 conventi, di 106 Paesi della terra.

Il nome di Francesco è uno dei più diffusi, fra gli uomini viventi del nostro paese, secondo i dati recenti dell’Istat. Perché un uomo, San Francesco, che vissuto fra il XII e XIII secolo, morto a 44 anni, (1182 – 1226) ha lasciato un carisma universale tale, che oggi è uno dei santi più popolari e venerati al mondo? Perché un gesuita, Jorge Mario Bergoglio, eletto papa nel Conclave del marzo 2013, ha assunto il nome pontificale di Francesco, in onore del santo di Assisi, primo nella storia della Chiesa?

Sono due interrogativi sui quali è necessario riflettere. Perché per comprendere le risposte a domande così impegnative, che interessano tante persone in tutto il mondo: credenti, non credenti o di altre religioni, questi due grandi personaggi della storia, vissuti in due periodi storici diversi, distanti tra loro, di circa otto secoli, ma vicini e simili, viceversa, per l’attenzione e la disponibilità, “ a portare la speranza agli ultimi,” secondo l’insegnamento cristiano.

san-francescoSan Francesco, nasce ad Assisi il 26 settembre 1182, da Pietro Bernardone dei Moriconi, ricco mercante di stoffe, e dalla nobile Pica Bourlemont, a cui viene dato inizialmente (dalla madre) il nome di Giovanni. Il padre, che al momento della nascita era in Francia per affari, quando ritornò ne cambiò il nome in Francesco e, con tale nome, fu ed è comunemente e generalmente conosciuto.

Dopo aver condotto fino a 24 anni una vita dissoluta ed aver provato la carriera militare, tra l’altro fu fatto prigioniero dai perugini, che erano in guerra con Assisi, e rinchiuso in carcere. La guerra terminò nel 1203, gravemente malato, dopo un anno di prigionia ottenne la libertà dietro pagamento di un riscatto, a cui provvide il padre. L’esperienza della guerra e della prigionia lo sconvolse a tal punto da indurlo ad un totale ripensamento della sua vita. Nel 1205, San Francesco riceve in sogno, la chiamata del Signore.

Rinuncia pubblicamente nella piazza del Vescovado di Assisi agli averi paterni, ricchezza e benessere, malgrado i tanti tentativi del padre di far cambiare atteggiamento a san Francesco, compreso un processo che si svolse nel gennaio del 1206, ove “tutta Assisi” fu presente al giudizio, e si incammina con pochi seguaci verso una vita di preghiera e di obbedienza a “Sorella Povertà.”

Gli inizi sono molto difficili, in quanto le idee di San Francesco sulla povertà e sulla semplicità della vita non sono comprese ne dalla gente e ne dal clero. E’ questo il periodo del miracolo del lupo di Gubbio e della riparazione chiese di San Damiano, di San Pietro alla Spina e della Porziuncola di Santa Maria degli Angeli. Le gesta di San Francesco (chiamato anche il Poeta) non passarono inosservate e le genti di Assisi cominciarono a cambiare l’opinione su questo stravagante giovane e così, dopo qualche tempo, gli si affiancarono i primi seguaci e i primi discepoli.

In quel periodo San Francesco concepì (leggendoli dal Messale e dal Vangelo) i primi scritti di quello che poi sarebbe divenuta la regola Francescana: “Se vuoi essere perfetto vendi tutto quello che possiedi e donalo ai poveri, così avrai un tesoro in cielo. Non portare alcuna cosa per via, ne bastone, ne bisaccia, ne calzari, ne argento. Chi vuole venire dietro di Me, rinunzi a se stesso, prenda la sua croce e mi segua.”

Le esperienze “conventuali” proseguirono, ed arrivarono ad essere in dodici e tutti i compagni vestivano come Francesco, un rozzo saio cinto da una corda, solo nel 1209, Papa Innocenzo III approva la Regola dell’Ordine ed autorizza San Francesco a predicare tra le genti. Inizia cosi a girare il mondo allora conosciuto, non esitò di recarsi in Terra Santa, arrivando fino a Dalmiata d’Egitto (1219 – 1220 erano i tempi delle crociate) dal sultano Melek El Kamel, discendente del leggendario Saladino, e San Francesco si rivelò costruttore di dialogo, uomo di pace, in viaggio per testimoniare il Vangelo.

Nel 1224, San Francesco riceve le stimmate: un miracolo mai accaduto prima di allora, se non al Figlio di Dio. Sentendo vicina la morte si fa riportare da Siena ad Assisi, e più precisamente alla Porziuncola, la piccola cappella ove morirà, su un giaciglio sulla nuda terra, il 3 ottobre 1226. Due anni dopo, nel 1228, San Francesco fu canonizzato ad Assisi, da Papa Gregorio IX.

Francesco d’Assisi è anche l’autore del “Cantico delle Creature,” noto anche come il “Cantico di Frate Sole”, è il testo poetico più antico della letteratura italiana che si conosca, ed è il primo documento letterario scritto in lingua volgare italiana, per questo è considerato, insieme a Dante Alighieri, uno dei fondatori della lingua italiana.

Nel 1939, Papa Pacelli, Pio XII, proclamò San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia. La vita del “Poverello d’Assisi” riassume lo stile, la disponibilità verso gli altri, la grande spiritualità e la ricerca della pace, e questa si è trasformata, nel corso dei secoli, nel grande carisma e nella venerazione che oggi gode, in tutto il mondo.

Basilica di San Francesco ad Assisi
Basilica di San Francesco ad Assisi

La città d’Assisi, a motivo del suo illustre cittadino, è assurta a simbolo di pace, ed ha un respiro universale, soprattutto dopo aver ospitato i tre grandi incontri, tra gli esponenti delle maggiori religioni del mondo, promossi da Giovanni Paolo II nel 1986 e nel 2002, e da Benedetto XVI nel 2011, eventi amplificati e conosciuti in tutti i continenti.

Nella storia della Chiesa, dai tempi di San Francesco ad oggi, nessun Pontefice aveva preso il nome del Santo di Assisi, sono trascorsi poco meno di ottocento anni, da Papa Gregorio IX, che era regnante alla morte di San Francesco, (il 179° Pontefice dopo San Pietro), alla rinuncia di Benedetto XVI, a fine febbraio 2013, (il 265° Pontefice), Santa Romana Chiesa ha avuto 86 Papi, ma nessuno ha preso il nome di Francesco. Forse perché il confronto con il “Poverello d’Assisi” era troppo impegnativo e l’esempio delle virtù, che si sono trasmesse nei secoli, erano difficili da imitare, anche per un Pontefice.

Fra la sorpresa di tutto il mondo: media (stampa, Tv, radio, ecc.), fedeli, addetti ai lavori dei Sacri Palazzi, opinione pubblica, il Conclave, del dopo papa Ratzinger, elegge il 266° Pontefice, il 13 marzo 2013, il primo Papa proveniente dal continente americano. Il cardinale Jorge Mario Bergoglio, argentino, nato in una famiglia di emigranti di origine italiana (specificatamente piemontese), religioso della Compagnia di Gesù (chiamati comunemente gesuiti) viene eletto Papa e Vescovo di Roma, e sceglie il nome di Francesco.

Il nome del “Poverello d’Assisi” da solo rappresenta il senso e l’indirizzo del nuovo Papa “venuto dalla fine del mondo.” La Chiesa dei poveri, il rinnovamento che tocca le corde del cuore, la saggezza della nonna: il sudario non ha le tasche, suscitare la cultura del dialogo, condividere presuppone parità, unire primavera e autunno della vita, si alla pace e no alla guerra, la rotta verso il bene comune, non lasciamoci rubare la speranza: questi sono alcuni messaggi che Papa Francesco nei primi duecento giorni di pontificato, ha veicolato a Roma e al mondo, suscitando interesse, attenzione, rispetto, e ascolto. Ricordiamo la vicenda siriana. L’esempio personale di Papa Francesco nello stile di vita, che vive a santa Marta, in comunità, come un qualsiasi prelato e non nell’appartamento papale. Non ignora il rinnovamento della Chiesa riscoprendo e attuando indirizzi emersi nel Concilio Vaticano II.

Quest’anno il 4 ottobre 2013, giorno del Patrono d’Italia, Papa Bergoglio sarà ad Assisi e sarà un evento storico: Francesco incontra San Francesco. Il mondo sarà in collegamento con la Città Serafica, con oltre 50 tv, sono stati accreditati oltre mille giornalisti, sono previsti più di 100 mila pellegrini, e nove maxi schermi installati nel Comune di Assisi.

Anche in questo evento, si intravede il messaggio francescano, nella pastorale di Papa Francesco, per l’attenzione ai più deboli e ai più fragili.

 

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