

Le lesioni riportate sono diverse, ustioni, intossicazioni, traumi. Le testimonianze parlano di lamiere volate fino a 300 metri
Un vero e proprio scenario apocalittico quello che si è presentato venerdì 4 luglio, intorno alle 8 del mattino, nella zona est di Villa De Sanctis, dove un distributore di benzina e GPL dell’Eni in via dei Gordiani è stato teatro di una doppia esplosione devastante. Un boato avvertito in tutta la città ha anticipato l’innalzarsi di un’enorme colonna di fumo nero, seguita da un incendio con focolai secondari e lingue di fuoco visibili a grande distanza.
Secondo i dati forniti dalla Questura di Roma, sono 45 le persone ferite: tra queste, 24 tra residenti e lavoratori della zona, undici agenti di polizia, un carabiniere, sei vigili del fuoco e tre operatori sanitari del 118.
I due casi più critici sono stati trasferiti presso l’unità grandi ustionati del Sant’Eugenio: uno è il gestore della stazione di servizio. Entrambi presentano ustioni di terzo grado estese (sul 55% e 25% del corpo) e lesioni polmonari da inalazione e barotrauma. Sono intubati e in prognosi riservata.
La Asl Roma 2 ha confermato che, negli altri ospedali (tra cui il Sandro Pertini), l’emergenza è rientrata: molti feriti lievi sono stati dimessi, presentando solo traumi da schegge e vetri rotti. Non si segnala al momento emergenza sangue. Il presidente della Regione Francesco Rocca e il sindaco Roberto Gualtieri hanno elogiato la rapidità e l’efficacia dei soccorsi.
Oltre 50 persone sono state evacuate dalle loro abitazioni. Sgomberati anche due edifici vicini al distributore, mentre in altri palazzi vetri infranti, tapparelle divelte e box scardinati hanno reso necessarie ulteriori verifiche strutturali. Coinvolto anche un centro di raccolta ambulanze del 118, dove erano presenti bombole di ossigeno.
Sette scuole sono state colpite dall’onda d’urto: i danni maggiori si sono registrati all’IC Romolo Balzani, dichiarato inagibile, e all’IC Simonetta Salacone. In via Ferraroni le attività sono sospese per danni strutturali. Presso l’IC Via dei Sesami è crollato un cornicione. Al Liceo Kant, dove erano in corso corsi estivi, si segnalano vetri infranti e una porta divelta. Gli Esami di Stato in corso al liceo paritario Cavanis sono stati sospesi e trasferiti al liceo Amaldi.
Le testimonianze parlano di lamiere volate fino a 300 metri, vetri esplosi e panico per strada. Alcuni residenti hanno riferito di aver trovato le cassette postali sradicate e box distrutti. I 15 bambini di un centro estivo nelle vicinanze sono stati evacuati in sicurezza dalla polizia locale. Danneggiata anche la piscina del centro sportivo e il vicino campo da tennis.
Il presidente del V Municipio Mauro Caliste, accorso subito sul posto, ha attivato un’unità di crisi per assistere gli sfollati. Il sindaco Gualtieri ha dichiarato: “Stiamo verificando la stabilità degli edifici evacuati. Solo successivamente sapremo se sarà necessario trovare soluzioni alloggiative alternative per gli sfollati.”
La Procura di Roma ha già disposto il sequestro dell’area e aprirà un fascicolo. Secondo una prima ricostruzione del capo dei Vigili del Fuoco Eros Mannino, la causa sarebbe una forte perdita di GPL durante la fase di scarico, che ha innescato la prima deflagrazione, seguita da una seconda esplosione ancora più violenta. Il raggio di danno è stato esteso, con effetti anche a centinaia di metri.
Il questore Roberto Massucci ha aggiunto che l’area era già stata transennata per sicurezza quando è avvenuta la seconda esplosione: “I nostri operatori e i soccorritori sono stati investiti dall’onda d’urto. Ora le priorità sono la messa in sicurezza e l’accertamento delle cause precise.”
L’ARPA Lazio ha avviato un monitoraggio straordinario della qualità dell’aria installando un campionatore a 350 metri dal luogo dell’esplosione. I risultati arriveranno nelle prossime 24 ore. Nel frattempo, il Comune ha invitato i cittadini a non aprire le finestre. L’aria resta acre e molti residenti hanno indossato mascherine protettive.
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