

Lettera aperta di un cittadino della Marranella
è da poco che sono tornata dalle tue parti. Quando sono partita, la Marranella era un’area desolata, sporca, trascurata, con i marciapiedi divelti e una selva di frutterie e call center sorti a casaccio, senza alcuna politica territoriale sul commercio.
Ricordo pure un edificio ridotto a un rudere abbandonato che però portava ancora i segni dell’antica qualità architettonica. Era l’ex cinema Impero, un gioiello costruito negli anni 30, felice esempio di Art Decò. Così ridotto, altro non era che un ulteriore elemento di degrado in un quartiere che sotto questo aspetto non necessitava certo di alcun apporto. Ciò nonostante, lasciava intendere che con un’adeguata opera di rigenerazione, avrebbe potuto diventare un potente volano di riscatto. Questo ho lasciato.
Per qualche anno ho girato il mondo. Mi sono imbattuta in molti progetti di riqualificazione urbana. Non solo nelle grandi capitali europee, persino in Colombia ho visto realizzare progetti innovativi che, combinando interesse pubblico e privato, hanno trasformato l’aspetto della città e migliorato la qualità di vita dei residenti.
Così ho avuto un’intuizione. E se tutto questo accadesse alla Marranella? Povera illusa. Tornando, ho trovato che il presente altro non è che una declinazione in peggio di un brutto passato. Il degrado ha superato ogni limite. Peggio di come ricordassi. In compenso ho trovato le ruspe in azione all’ex cinema. Mi hanno spiegato che da anni è in atto una trasformazione. Trasformazione che ad oggi si è compiuta a metà, anzi no, si è moltiplicata, nel senso che la volumetria dell’ex cinema su via dell’Acqua Bullicante è praticamente raddoppiata, snaturando completamente la facciata originale. Ma la parte “migliore” è proprio su via della Marranella, dove è stato costruito un casermone di quasi 9 piani brutto e stonato totalmente fuori contesto rispetto all’architettura circostante. Ed ora le ruspe stanno demolendo gli ultimi resti dell’ex cinema, per costruire il “gemello” che andrà ad aggiungere un tassello allo scenario di desolazione.
Caro Cittadino della Marranella, sai qual è la cosa più incredibile?
Che questo “originale progetto” viene definito una mirabile opera di riqualificazione che porterà benefici ai residenti. Quali residenti? Finora la parte già realizzata, è un corpo chiuso e isolato che non ha nessuna interazione con il territorio circostante. Non ho visto alcun incubatore territoriale di cultura, socialità, sviluppo.
Sappi, caro Cittadino della Marranella che qui non passerà il vento dell’innovazione, della rigenerazione urbana, dell’architettura di comunità in grado di contemperare le esigenze del pubblico con il privato. Qui va in scena il vecchio patto tra istituzioni e imprenditori del mattone, che non trova alcuna resistenza nei territori più vulnerabili dove è più facile far passare una speculazione come un’opera di riqualificazione.
Per cui caro Cittadino della Marranella ti consiglio di vendere casa e andare altrove. A dimenticavo, se abiti in uno dei palazzi intorno ai casermoni non ti converrà farlo perché la mancanza di luce e di aria avrà deprezzato ancora di più il valore della tua casa.
Né converrà a te che abiti nei palazzi confinanti con l’ex cinema che rischi di ritrovarti la casa lesionata dalle potenti scosse procurate dall’opera di demolizione. Nonostante le innumerevoli denunce infatti, nessuno è intervenuto, forse sembrerà normale che una demolizione in un centro abitato produca l’effetto di un continuo terremoto.
Magari caro Cittadino della Marranella, potresti ricordarti di quello che stai patendo quando andrai a votare. A no dimenticavo, anche lì sarà un problema, perché chiunque voterai è sempre il partito degli affari a risultare vittorioso.
Quindi, non so davvero come consolarti. Non ti rimane che sognare, sognare che prima o poi qualcuno arrivi. Qualcuno capace di invertire la rotta, qualcuno che ha a cuore gli interessi del territorio e sappia che la rigenerazione urbana è uno strumento di rinascita collettiva. Non disperare. Potrebbe accadere. In fondo è successo anche in Colombia.
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