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A Roma Est, 145 mila persone a rischio infarto: la prevenzione diventa priorità

Per combattere questo nemico invisibile, l’Asl Roma 2 ha attivato un ambulatorio dedicato alle dislipidemie presso l’Ospedale Sandro Pertini

Roma Est custodisce un pericolo silenzioso: 145 mila persone sono a rischio infarto. Lo rivela un’indagine condotta dalla Asl Roma 2, in collaborazione con Novartis, su oltre 1,3 milioni di cittadini.

Tra loro, circa 42 mila sono ad alto rischio, e molti non hanno mai fatto un controllo cardiologico né monitorato il colesterolo. In un territorio così vasto, la prevenzione diventa una questione di vita o di morte.

Per combattere questo nemico invisibile, l’Asl ha attivato un ambulatorio dedicato alle dislipidemie presso l’Ospedale Sandro Pertini, dove i pazienti possono ricevere assistenza mirata, monitoraggi regolari e percorsi di follow-up personalizzati.

L’obiettivo non è solo ridurre il rischio cardiovascolare, ma anche alleggerire il sistema sanitario: grazie a interventi mirati, le degenze potrebbero scendere da 11 a 6 giorni, e la mortalità ospedaliera ridursi fino al 7%.

«La prevenzione è un investimento, non una spesa», spiega Antonello Aurigemma, presidente del Consiglio regionale del Lazio. «Grazie a questa campagna, possiamo identificare le persone a rischio prima che si manifestino emergenze gravi».

Il professor Antonio Granatelli, direttore dell’Unità di Cardiologia del Pertini, sottolinea l’importanza di un intervento tempestivo: «I pazienti ad alto rischio presentano condizioni peggiori rispetto alla media della popolazione. Con un follow-up mirato possiamo intervenire in modo concreto, riducendo ospedalizzazioni e mortalità».

L’iniziativa dimostra anche come la collaborazione tra pubblico e privato possa fare la differenza: «Mettere le nostre competenze al servizio della Asl Roma 2 è un’opportunità unica – commenta Valentino Confalone, amministratore delegato di Novartis Italia –. Interventi mirati possono salvare vite e diventare un modello anche per altre regioni».

I numeri parlano chiaro: la mancata prevenzione aumenta il rischio di infarti, ma con controlli regolari e percorsi di cura personalizzati, la vita può davvero cambiare. Roma Est ora ha una nuova arma: la conoscenza del proprio cuore.

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