I mesi che ci separano dal cambio della guardia in Campidoglio passano inesorabilmente (siamo al settimo mese) e sullo smantellamento dei campi abusivi sono ancora solo e soltanto promesse.
Il 14 novembre sono già due, i mesi di chiusura del parco Centocelle (per mancanza di sicurezza e presenza del campo Rom Casilino 900) e il silenzio in Municipio e in Comune è assordante. Abbiamo segnalato la rinascita del campo Rom di Casilino 700 (sgomberato nel 2000) e il silenzio è stato altrettanto assordante. Abbiamo segnalato una baraccopoli in via degli Angeli in un’area appena sgomberata da uno sfasciacarrozze. Ma il silenzio si è aggiunto al silenzio.
Continua, invece, la politica degli annunci: Casilino 900 sarà sgomberato entro fine anno – ha detto Alemanno. Lo promise anche l’ex sindaco Veltroni, anni fa.
Intanto è stato “rimosso” il “morbido” prefetto Mosca avvicendato con il più “deciso” Carlo Pecoraro. E Alemanno annuncia che i nomadi saranno trasferiti oltre il GRA in villaggi da predisporre. (Ma non lo annunciava pure Veltroni con i 5 “villaggi della solidarietà”?).
Il 29 ottobre il sindaco Alemanno ha dichiarato come “assolutamente infondata” la notizia che l’amministrazione starebbe per abbandonare il progetto Calatrava della Città dello Sport a Tor Vergata. “Abbiamo avuto – dice il Sindaco – un confronto col Governo per trovare le risorse per completarla. (…) Sono già state gettate le fondamenta e spesi i soldi, ma bisogna completare l’opera e non lasciarla a metà.” E, lanciando una grave accusa a Veltroni: “abbiamo l’obbligo di trovare i 200 milioni, mai previsti per la sua realizzazione”.
Per contro, in un articolo di C. Zunino (La Repubblica, 29 ottobre 2008) dal titolo “Il Comune dice addio a Calatrava”, sottotitolo: “Il delegato allo Sport: Stop all’iperprogetto
di Tor Vergata: faremo cose più utili”, il delegato del sindaco Alessandro Cochi affermava: “L’iperprogetto di Calatrava a Tor Vergata sarà interrotto e rimodulato (…)”.
Per ridimensionare il progetto si è scelto di togliere da Tor Vergata le piscine: la sua centralità. Per completare il gigantesco cantiere servono 190 mln: per ora non ci sono”.
Commento.
Mentre il destino del Parco Centocelle continua ad essere avvolto nella nebbia dell’irresolutezza amministrativa, la zona est rischia di perdere una delle poche opere (quella di Calatrava) che potrebbero dare tono all’intero quadrante, introdurre un campus ed un complesso di strutture sportive per i cittadini e per i tanti studenti dell’Università, rendere meno squallide le case sorte senza una contestualità con servizi e infrastrutture.
L’opera di Calatrava va mantenuta. Non si può fare la politica della lesina sempre e solo in questo quadrante, condannandolo ad un destino in cui non si realizza neppure il parco di Centocelle (quello dei 120 ettari). Se c’è un quadrante in cui non si deve sottrarre fondi, ma semmai aggiungere è quello di Roma est e sud. Qui urgono opere di riqualificazione urbana, anzi opere che è più appropriato definire di “risarcimento urbano”.
Mentre rischia a poco a poco di svanire il sogno di Tor Vergata, e quello del Parco di Centocelle è intrappolato nell’ignavia amministrativa, cosa hanno da dire il Sindaco, i Presidenti dei municipi VI, VII, VIII e X?
Sono graditi da politici e amministratori impegni, più che polemiche. All’attuale deplorevole stato hanno contribuito tutte le forze politiche. Con diverso peso, ma tutte.
È ora di rimboccarsi le maniche per risollevare questa periferia, sedotta, come sempre, in campagna elettorale e abbandonata subito dopo.
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