

A Roma, davanti all'ambasciata dell'Uganda, un sit in contro l'omofobia
Oggi 17 maggio si celebra in decine di Paesi la Giornata internazionale contro l’omo-transfobia, un crimine contro l’umanità che uccide le persone gay, lesbiche e trans.
Questa mattina il presidente del Senato, Pietro Grasso, quello della Camera, Laura Boldrini e la ministra per le Pari Opportunità, Josefa Idem, hanno incontrato al Senato, nella sala capitolare di palazzo Minerva, i rappresentati delle associazioni degli omosessuali.
Iniziative ed eventi in tutta Italia. Nel pomeriggio davanti all’ambasciata dell’Uganda, a Roma, si terrà un sit in contro l’omofobia. Il Paese africano infatti è da tempo al centro delle polemiche per un disegno di legge presentato in Parlamento che prevede l’ergastolo per coloro che praticano «atti omosessuali gravi».
Secondo il dossier sull’omo-transfobia in Italia, che ogni anno Arcigay diffonde per l’occasione nel 2012, sono stati sette gli omicidi di omosessuali e trans, a cui si aggiungono tre vittime nel 2013. Una stima del numero di “omocidi”, ricostruita solo sulla base di fonti a stampa, attesta a oltre 150, le vittime negli ultimi quarant’anni. Quel numero sottostima il sangue versato da persone omosessuali e trans, l’omofobia e la transfobia allignano infatti nell’invisibilità e si mimetizzano nella paura delle vittime di denunciare.
Nel 2012 sono stati oltre trenta i casi di omofobia che hanno assunto rilevanza pubblica tra violenze, estorsioni, rapine, bullismo, atti vandalici e altro a fronte degli oltre 50 del 2011.
“Questi numeri non rappresentano alcuna flessione ma fotografano solo l’interesse dei media al fenomeno, che evidentemente è diminuito. Sette omicidi solo nel 2012, a fronte dei due nel 2011 sono un’enormità. Restano incalcolabili le violenze non denunciate, così come non si contano più le dichiarazioni pubbliche omofobe da parte di esponenti politici e religiosi. L’omofobia non dà tregua a gay, lesbiche e trans italiane e non aiuta a comprendere la vastità del fenomeno l’assenza di un osservatorio pubblico”, spiega Flavio Romani, presidente di Arcigay.
“Rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona e limitano la libertà e l’uguaglianza sociale – aggiunge Eugenio Patanè, consigliere del Pd nel Consiglio regionale del Lazio, dove presiede la commissione Cultura -è uno dei compiti fondamentali delle istituzioni. La nostra Costituzione lo dice a chiare lettere, ‘tutti i cittadini hanno pari dignità sociale’. E’ bene ricordarlo a maggior ragione oggi, giornata mondiale contro l’omofobia. Una ricorrenza che ci dà l’occasione per riflettere su come Roma e il Lazio possano e debbano essere un esempio di accoglienza, integrazione, tolleranza e rispetto dei diritti, una vocazione che la storia ci ha lasciato in eredità e che dobbiamo saper coltivare e mettere a disposizione dell’intero Paese. Oggi in città serve uno scatto culturale e civile, e per questo è importante che le istituzioni tutelino il rispetto dei diritti e della dignità della persona, un principio che deve trovare piena affermazione nella vita sociale, nella famiglia, nella scuola, e in ogni forma di espressione”.
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