Abitare A: se trentun anni… vi sembran pochi

Il 30 giugno 1987 a Colli Aniene, nasceva il nostro giornale

Il 30 giugno 1987 a Colli Aniene, nasceva il nostro giornale.

Trentun anni non sono pochi per un giornale, soprattutto per un giornale di quartiere, finanziato solo con la pubblicità, senza nessun contributo pubblico, sostenuto dalla caparbietà di un trio di stakanovisti: Vincenzo (direttore, editoriale e commerciale), Rosa (amministratrice e grafica), Enzo (il nuovo condirettore editoriale e in passato redattore e aiuto grafico e poi direttore della testata on line).

Tutti e tre sulla breccia, sostenuti, in questi lunghi da una moltitudine di collaboratori volontari, bravissimi e… impagabili, che hanno contribuito alla buona riuscita di un giornale libero e dalla schiena dritta, sempre dalla parte della periferia, quella di cui ci si riempie la bocca solo in campagna elettorale, per poi lasciarla sempre più derelitta e abbandonata.

La nostra festa? Stiamo preparando il numero di luglio 2017.

Intanto vi riproponiamo il diario di quel giorno di tanti anni fa.

 

La nascita di “Abitare A”, 30 giugno 1987

Il giornale, fresco di stampa, è pronto per essere presentato al quartiere, nella sala Falconi in via Edoardo D’Onofrio a Colli Aniene. C’è il fondatore e proprietario del giornale Vincenzo Luciani, sua moglie Rosa, grafica e amministratrice della Cofine Srl, editrice del mensile, il direttore responsabile e comproprietario del giornale Luigi Merz, il direttore editoriale Mario Relandini, Luigi Polito collaboratore nella raccolta della pubblicità, i cronisti, i rappresentanti di associazioni del luogo ed altra gente che nell’attesa che arrivi il Presidente della Circoscrizione Angelo Zola sfoglia avidamente il numero zero di Abitare A.

“Abitare A”? Che nome strano. Prende significato dalla sottotestata: “Colli Aniene”. Quindi: “Abitare A… Colli Aniene”. Oggi. Domani potrà diventare anche “Abitare A Centocelle”, “Abitare A Alessandrino, Quarticciolo, Tor Tre Teste”, “Abitare A Casilino 23, Villa Gordiani, Collatino”, ecc. Così sognano gli ambiziosi ideatori del giornale. Intanto c’è da pagare il numero zero, tirato in 10 mila copie, dal tipografo amico Antonio Salemi che ha avuto l’assicurazione del pagamento, di qui a qualche mese, non appena raccolta la pubblicità. Che per ora è zero, come il numero del giornale. A due colori, nero e verde, il mensile riproduce tanta pubblicità offerta in omaggio ai potenziali inserzionisti.

Il giornale piace, riceve durante la presentazione, in cui intervengono Merz e Relandini, gli elogi del Presidente della Circoscrizione, di Riccardo Farina del Consiglio di amministrazione dell’Aic, che prenota uno spazio per dodici numeri (una gran bella notizia).

Da domani si torna a sgobbare per il finanziamento e la preparazione del prossimo numero che uscirà a settembre. Il numero zero è distribuito in tutte le abitazioni del quartiere. Gratuitamente. Alla ricerca di pubblicità, Luigi Polito e Vincenzo Luciani, battono (è il verbo appropriato) i marciapiedi del quartiere, senza trascurare nessun esercizio commerciale, nessun ufficio, mettendo in campo la loro capacità di persuasione, la loro credibilità.

I commercianti sono scettici, hanno difficoltà economiche perché il quartiere è di recente insediamento e la gente (soci cooperatori alle prese con le rate dei mutui) spendono parsimoniosamente. Leggono però avidamente “Abitare A” che è arrivato nella cassetta della posta, ne parlano bene in giro, anche ai commercianti che, molto lentamente, superano sia la diffidenza nei confronti del nuovo giornale che la ritrosia ad investire in pubblicità.

Polito e Luciani (definiti “il gatto e la volpe”) intanto affinano la loro intesa e si integrano a meraviglia (entrambi volitivi e dotati di tenacia non comune, fondono la pragmaticità e l’empatia del primo con l’inventiva e la competenza pubblicitaria del secondo) e realizzano il miracolo di finanziare con inserzioni pubblicitarie al 50% il secondo numero del giornale, al 100% il terzo e portandolo in attivo dal quarto.

Però con tanta fatica e tanto sudore. Ai quali si aggiunge l’operosità di Rosa Valle che dalla lontana sede di via Poliziano 8, lamentandosi e lottando, si rende capace di realizzare, da autodidatta, sfruttando le sue doti artistiche e pittoriche, i bozzetti pubblicitari da consegnare in tipografia per la stampa e, in seguito, di comporre in proprio sia i testi sia le pubblicità appropriandosi, con dedizione e capacità non comuni, del complicato programma Ventura. Rosa intanto funge anche da segretaria di redazione e da amministratrice della Cofine srl.

Il 1987 si conclude con il “miracolo” di un giornale, finanziato per intero dalla pubblicità, che tratta esclusivamente degli avvenimenti di un quartiere periferico nel quale è diffuso gratis in tutte le case.

Il 1987 vede pure la pubblicazione del primo numero di una nuova testata: Abitare A Centocelle-Prenestino, tiratura 20 mila copie, diffuse nell’abitato di Centocelle nel quadrilatero tra le vie Prenestina, Togliatti, Casilina, Primavera, Tor de’ Schiavi.

Un’iniziativa ambiziosa che si affiancava a quella della testata di Colli Aniene, ma che rischiò di far naufragare tutta l’operazione, a causa di un errore di valutazione commerciale, legato all’entità delle tariffe pubblicitarie. In pratica vennero proposti agli inserzionisti dei costi per gli spazi pubblicitari esattamente il doppio di quelli di Colli Aniene (in base al ragionamento astratto: doppia tiratura-doppia tariffa). Ma i commercianti di Centocelle non erano disponibili a pagare il doppio di quanto quelli di Colli Aniene ritenevano congruo per le loro possibilità.

L’artefice unico della raccolta pubblicitaria (il solo Luciani, perché Luigi Polito nel frattempo aveva costituito una sua società, la Sogester) andò in crisi e mise a repentaglio il futuro dell’impresa. Fortunatamente, aiutato da alcuni amici commercianti, capì l’errore delle tariffe, lo corresse e l’edizione di Centocelle riprese nel marzo del 1988. Nello stesso mese uscì anche l’edizione di Casilino 23 e a giugno dello stesso anno fu varata la quarta testata Alessandrino-Quarticciolo-Tor Tre Teste.

 

Qui le foto di tutte le pagine del primo numero di Abitare A

http://www.abitarearoma.it/abitare-a-archivio-storico-anno-i-numero-0-giugno-1987-364.htm

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2 commenti su “Abitare A: se trentun anni… vi sembran pochi

  1. Purtroppo le cose sono cambiate in peggio. Le case non ci sono , cioè i palazzinari che da sempre tengono in scacco Roma non costruiscono , e il comune non assegna gli alloggi. La mafia immobiliare ancora spadroneggia a Roma e intanto il Comune di Roma pretende conguagli astronomici dagli inquilini chissà , forse per ripagarsi di tutti i soldi che sono stati sottratti al pubblico dai corrotti che meriterebbero di andare in galera a vita.
    Saluti

  2. Trentuno e non dimostrarli.
    Auguri al direttore Vincenzo Luciani e a tutta la redazione.
    Pericle

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