Acquedotto Alessandrino nel degrado e abbandono. Adesso basta

Continua la politica dei due pesi e due misure per la tutela del patrimonio storico della città
di Alessandro Moriconi - 9 Marzo 2015

Adesso basta, è tempo che anche i beni archeologici e monumentali della periferia romana ricevano dal Campidoglio lo stesso trattamento di quelli più blasonati della nostra meravigliosa città. Usare due pesi e due misure è un criterio inaccettabile quando si tratta di difendere, tutelare e valorizzare i beni archeologici e monumentali lasciatici in eredità nel corso dei secoli.

Acquedotto Alessandrino (3)L’ultima grave ferita inferta al patrimonio archeologico è stata perpetrata nei confronti di un tratto dell’Acquedotto Alessandrino, precisamente nel tratto che va da viale Alessandrino a via del Fosso di Centocelle.

Acquedotto Alessandrino (4)L’ Acquedotto Alessandrino è stato realizzato nel 226 d.C. dall’imperatore Alessandro Severo (11 marzo 222 – 19 marzo 235) da cui prende il nome e per molti anni i suoi fornici hanno anche ospitato abitazioni di fortuna, realizzate in muratura e che avevano ospitato decine e decine di famiglie. Poi vennero le Giunte di Centrosinistra e con la Giunta Petroselli le baracche vennero abbattute e si iniziarono i primi lavori di recupero del prezioso bene archeologico.

Ristrutturato dalla sovraintendenza ai Beni Archeologi nel 2003 è stato poi lasciato completamente in balia dei vandali che ne avevano fatto una vera e propria discarica … e della prostituzione maschile e femminile da sempre denunciata dai residenti di via degli Olmi, costretti ad assistere dalle proprie finestre a spettacoli indicibili. Ovviamente con una vigilanza da parte delle forze dell’ordine pressoché nulla la situazione è precipitata.

Poi nel 2012 il tentativo della Giunta dell’ex Municipio Roma VII guidata dal Presidente Roberto Mastrantonio con un intervento di bonifica e di arredo che portò all’eliminazione di tonnellate di rifiuti di ogni genere, alla piantumazione di meli antichi e ad una illuminazione che seppur modesta doveva servire da deterrente all’esercizio della prostituzione di strada.

Acquedotto Alessandrino nel  (8)Spinto anche dal CdQ Alessandrino il Municipio sotto le indicazioni della Sovraintendenza ai Beni Archeologici del Comune di Roma furono anche pavimentati i marciapiedi su entrambi i lati con uno stabilizzante particolare concordato con la Sovraintendenza che segui passo passo l’andamento dei lavori … Poi l’abbandono definitivo da parte di Ama e Servizio Giardini con il conseguente dilagare delle erbe infestanti e dei soliti ignoti che sono tornati ad abbandonare rifiuti di ogni genere.

Acquedotto Alessandrino con sedia per in trattenimenti notturni e resti di falò per riscaldare in tutta tranquillità e sicurezza GLI ATTREZZI DEL MESTIERE !! (2)Ad una assenza di vigilanza specialmente nelle ore notturne rispondeva immediatamente il mondo della prostituzione sia essa maschile che femminile che tornavano ad imperversare nella zona, che è bene ricordarlo e a pochi metri dalla Palmiro Togliatti, ormai regno incontrastato delle giovanissime lucciole provenienti dall’est Europa… presenze ed attività illegali che hanno prodotto quello che è possibile vedere attraverso la documentazione fotografica che alleghiamo a questo articolo.

Acquedotto Alessandrino con sedia per in trattenimenti notturni e resti di falò per riscaldare in tutta tranquillità e sicurezza GLI ATTREZZI DEL MESTIERE !! (3)I residenti del Municipio Roma V sono molto arrabbiati ed è tempo che il Sindaco Marino cechi di suffragare con i fatti gli annunci di questi giorni circa l’attenzione che la sua Giunta si appresterebbe a riversare sulle periferie della città.

Qui, dicono i residenti al Sindaco di Roma, non sono passati gli hooligans olandesi come alla Barcaccia del Bernini … qui, dicono al Sindaco, ogni notte, tutte le notti, stazionano ed operano indisturbati/e una decina di lavoratori/trici del sesso a pagamento e neppure intemperie frenano la loro attività e questo perché accendono tranquillamente i fuochi proprio a ridosso alle antiche vestigia romane annerendole irrimediabilmente e come se non bastasse recentemente sono entrati in campo anche affiancati anche ignoti e dementi imbrattatori, che constatata l’assenza di qualsiasi controllo… si sentiranno autorizzati a continuare la loro opera vandalica.

Chi interverrà? Quasi sicuramente nessuno… del resto forse è vero, non siamo mica a Piazza di Spagna, qui siamo in periferia e in periferia si spendono chiacchiere ma non soldi ed opere.

Serenella

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