Addio all’incubo Magliana: il Ponte dei Congressi diventa realtà. Appalto assegnato, via al “Piano 2031”

Con l’aggiudicazione definitiva dell’appalto da parte di ANAS, prende forma uno dei cantieri più attesi della Capitale, destinato a ridisegnare la mobilità del quadrante sud nei prossimi anni

Non è più soltanto un progetto sulla carta o un’immagine evocativa nei dossier urbanistici: il Ponte dei Congressi entra finalmente nella fase operativa.

Con l’aggiudicazione definitiva dell’appalto da parte di ANAS, prende forma uno dei cantieri più attesi della Capitale, destinato a ridisegnare la mobilità del quadrante sud nei prossimi anni.

A realizzare l’opera sarà il Consorzio Stabile Eteria, selezionato al termine della gara. Un passaggio decisivo che segna l’avvio concreto di un’infrastruttura rimasta per quasi vent’anni sospesa tra promesse e rinvii.

Il progetto, infatti, risale al 2007, ma solo oggi trova le condizioni per trasformarsi in realtà, anche grazie a una regia condivisa tra Campidoglio, Governo e Anas. Un modello operativo che ricalca quello già sperimentato per il sottopasso di Piazza Pia, con l’obiettivo di snellire procedure e tempi.

Sul tavolo c’è un investimento imponente: circa 300 milioni di euro. La parte più consistente arriva dal Ministero delle Infrastrutture, mentre una quota minore proviene dai fondi legati al Giubileo. Risorse che testimoniano il peso strategico dell’opera, pensata per alleggerire uno dei nodi più critici della viabilità romana.

Ma il Ponte dei Congressi non sarà solo un nuovo attraversamento del Tevere. Il progetto si presenta come un sistema complesso e integrato, capace di intervenire sull’intero assetto del traffico tra Eur, Magliana e Ostiense.

Il ponte, lungo circa 200 metri e caratterizzato da due grandi archi in acciaio, sarà affiancato da un articolato sistema di rampe che darà vita a un anello a senso unico. L’obiettivo è fluidificare i flussi tra la Roma-Fiumicino e la rete urbana, riducendo la pressione sul congestionato Ponte della Magliana.

Accanto alla componente viaria, spazio anche alla mobilità sostenibile. Il progetto prevede percorsi ciclopedonali e la realizzazione di un’area verde lungo il fiume, pensata come un nuovo spazio pubblico capace di ricucire il rapporto tra infrastrutture e territorio.

I tempi, però, restano quelli delle grandi opere. Dopo l’aggiudicazione arrivata a marzo 2026, il cronoprogramma fissa la conclusione dei lavori al 2031. Un orizzonte lontano, ma che segna comunque un cambio di passo rispetto al passato.

Il Ponte dei Congressi si candida così a diventare una delle eredità più rilevanti della stagione post-Giubileo: non solo un collegamento fisico tra due sponde del Tevere, ma un tassello chiave per ripensare la mobilità di una città che da anni fa i conti con traffico e congestione.


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