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Agenda del Parco 2021: 1-15 febbraio. La via Prenestina nei primi secoli: il sepolcro di Eurisace

Olga Di Cagno - 1 Febbraio 2021

3. – Appena fuori Porta Maggiore, proprio dove oggi c’è la fermata dei tram, si trova uno tra i più singolari monumenti di Roma: il sepolcro di Eurisace.

La religiosità romana credeva che si rimanesse immortali finché qualcuno conservasse il ricordo del defunto e far costruire la propria tomba all’inizio di un’importante strada commerciale, come lo era la Prenestina, significava assicurarsi l’immortalità.

Eurisace era un liberto, quindi uno schiavo prima – molto probabilmente di origine greca o mediterranea a guardare il suo nome – divenuto panettiere, poi fornaio (quindi non più semplice rivenditore, ma artigiano) e for­se, con un ultimo salto di classe, fornitore e fornaio della classe senatoria.

Il particolare che rende il sepolcro ancor più affascinante è che, come solo poche volte succede per i monumenti funebri di Roma, è anche dedicato ad Antistia, la moglie del fornaio. Amore coniugale e delicatezza di sentimenti, oltre che una rarissima testimonianza dell’importanza delle donne in una società maschilista come era quella romana di più di duemila anni fa.

Sepolcro di Eurisace, decori

La datazione potrebbe risalire alla prima metà del I sec. a.C. e la professione di Eurisace la possiamo leggere benissimo ancora oggi, illustrata nella fascia di decori del monumento: recipienti in cui veniva impastata la farina, strumenti e scene della panificazione.

L’urna con le ceneri della moglie ha la forma di una madia (mobile in cui fino a 60 anni fa si impastava e conservava il pane) ed è conservata al museo delle Terme di Roma.

I resti di Eurisace, invece, non sono stati finora ritrovati e potrebbero forse trovarsi in un panario, probabilmente racchiuso ancora nel sepolcro!

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