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Airbnb: anche un romano nella storia del colosso americano

Intervista a Massimo Di Giulio

Italiani di frontiera a Silicon Valley. Sembra un western, invece è un gruppo facebook con più di 800 iscritti che si definisce come una squadra di professionisti “a caccia di ispirazione nella culla mondiale dell’innovazione”.

A galleggiare tra loro nell’etere un post di Roberto Bonzio, creatore ed amministratore del gruppo, che riassume un articolo apparso su Repubblica il dieci dicembre scorso: ”Repubblica rievoca la curiosa nascita del colosso Airbnb,  – scrive Roberto – ricordando che i fondatori Joe Gebbia e Brian Chesky, poi affiancati da Nathan Blecharczyk, abitavano a San Francisco, dove gli affitti per le case erano molto alti, e alla richiesta di un aumento della rata, per poterla pagare, crearono un sito, airbedandbreakfast.com, per affittare materassi nel loro salotto ad estranei che dovevano soggiornare a San Francisco per qualche giorno, per prendere parte ad una conferenza”.

E fin qui, nulla di nuovo. Poi Roberto aggiunge: “Quel che Repubblica non poteva sapere è… chi aveva l’incarico di riscuotere dai due l’affitto (innescando involontariamente quell’idea di successo), prima che diventassero milionari… ma il grande Massimo Di Giulio”.

Non resta allora che andarlo a cercare, Massimo Di Giulio, romano trasferito a San Francisco nel lontano 1974. Lo troviamo a Maui (Hawaii) e la prima domanda che ci viene in mente di fargli è: perché?

“Sono andato via per raggiungere amici di Roma partiti per la California poco prima. Atterrai a New York e poi in autostop fino a Los Angeles..”

Dove e come hai conosciuto Brian Chensky e Joe Gebbia?

“Li ho incontrati in 19 Rausch Street, zona SOMA di San Francisco. – racconta Massimo –  Sbarcavo il lunario gestendo proprietà immobiliari in affitto, per mio conto e per l’agenzia Realty West. Brian e Joe erano miei inquilini, la proprietà dell’immobile del mio amico Sergio Iantorno. Loro avevano preso in affitto (e affittano ancora oggi) un bel loft con tre camere da letto al piano superiore e un salone con cucina a vista al primo piano. Il prezzo era concorrenziale, firmarono un contratto e gli aumenti arrivarono come di consuetudine. Erano aumenti equi, circa il 2% annuo. Non fui mai al corrente che affittavano il famoso materassino ad aria per aiutarsi, materassino da cui deriva il nome (air), ma quegli aumenti di canone li applicavo io”.

Dicono che è colpa tua se Brian e Joe hanno creato Airbnb…

“Si, perché gli aumentavo continuamente il canone! Ci ridiamo sopra con Brian e Joe ogni volta che ci vediamo!”

Vi vedete ancora?

“Si, li ho rivisti molte volte, dal 2013 ho iniziato a comprare monolocali da mettere sul loro sito e ancora oggi ne ho un paio a San Francisco e a Seattle”

Dove vi incontrate?

“Da Bellota. E’ un ristorante spagnolo situato nella sede Airbnb di San Francisco. Lo frequentavo perché è ottimo e perché lì lavorava la moglie di mio figlio. Recentemente Brian e Joe mi hanno suggerito di comprare le loro azioni e come “host’ Airbnb di vecchia data mi hanno dato la possibilità di acquistarle prima della loro introduzione sui mercati”.

Cosa ti manca di Roma?

“il chiasso, i panni stesi, le strade con i sampietrini, le piante cresciute tra le fessure delle mura Aureliane che avevo proprio di rimpetto alla mia camera”

Quindi, tanto per chiarire, a un certo punto degli anni ‘70 un romano va in America e per caso finisce con lo sfidare chi sa trasformare gli ostacoli della vita in opportunità. Ma non basta, diventa loro amico, entra nel gioco, va a pranzo con loro ormai milionari, compra le prime azioni di una società il cui recente debutto alla borsa di New York è stato un successo. Eppure, lì nella Silicon Valley, in mezzo a tante start up, in quel clima da Big Bang Theory, in quella magica culla dell’innovazione, mancano i sampietrini.


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