Al 53° Vinitaly, salone internazionale dei vini e distillati 2019

Anna Onori, Henos Palmisano - 7 Maggio 2019

Anche quest’anno siamo andati al Vinitaly, vetrina internazionale del vino che, come ogni anno, si tiene alla fiera di Verona. Le solite difficoltà per arrivarci: gli autobus che portano dal parcheggio alla fiera sono pochi e passano di rado, cosicché  siamo costretti a pigiarci gli uni agli altri come sardine in scatola; ancor peggio poi sono i ritorni che ci fanno ricordare quei film western tipo “assalto alla diligenza”.

Una volta entrati in fiera, ci accoglie la solita aiuola di fiori, quest’anno impreziosita da migliaia di tappi di sughero.
Oramai sono vent’anni che frequentiamo il Vinitaly e la sensazione primitiva rimane la stessa: quella di due bambini nel paese dei balocchi.

Quest’anno poi a farci da “guida” c’è Giuseppe Guida, grande amante ed esperto di vini, il suo motto principale è l’Arte del Bere, che inizialmente aveva coniugato in latino Ars Bibendi.
“Caro Giuseppe noi abbiamo una particolare usanza, appena entriamo, dobbiamo festeggiarci con uno spumante di alta classe”.
“Ho io quello che fa al vostro caso” ci risponde Giuseppe.
Mai affermazione fu più veritiera: saliamo, il padiglione della Lombardia è il primo e ci accomodiamo nello stand del Conte Lantieri.

La casata Lantieri è antichissima e riassumerla richiederebbe numerosi anni di approfondimento. Rimaniamo piacevolmente sorpresi nell’apprendere che Dante Alighieri  avrebbe soggiornato nel castello dei Lantieri di Paratico (comune all’estremo limite orientale della Franciacorta), traendo ispirazione per alcuni versi del Purgatorio.

L’accoglienza, raffinata e cordiale, diventa subito effervescente quando ci viene proposto nei calici l’elegante Franciacorta Nature D.O.C.G.: la bottiglia trasparente ci fa ammirare il vino per un bel giallo dorato con un sottile perlage; profumo di agrumi, frutta bianca, crosta di pane; gusto morbido, fresco, minerale, agrumato, insomma un vino perfettamente  equilibrato, che può essere utilizzato a tutto pasto. L’uvaggio è all’80% di Chardonnay e al 20% di Pinot Nero.

Ancora una volta ci fa piacere constatare che dietro un ottimo vino c’è tanta storia e cultura.

La famiglia Lantieri già da tempo ha aderito al miglioramento ambientale, ottenendo energia pulita dagli impianti fotovoltaici e utilizzando sempre meno prodotti chimici per la concimazione; il fine ultimo sarà ovviamente quello di ottenere prodotti biologici.

Anna Onori, Henos Palmisano


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