

Il 23 e 24 maggio, in occasione di Open House Roma 2026, piazza Copernico si trasforma in un laboratorio a cielo aperto
Per quarantotto ore i confini tra architettura, spazio pubblico e cittadinanza attiva si azzereranno, trasformando un pezzo di quartiere in una bottega artigiana a cielo aperto.
Accadrà il prossimo fine settimana a piazza Copernico, nel cuore del Pigneto, che sabato 23 e domenica 24 maggio diventerà un vero e proprio cantiere di comunità.
L’occasione è la nuova edizione di Open House Roma 2026, la manifestazione che spalanca le porte del patrimonio architettonico della Capitale e che quest’anno, tra le sue tessere, inserisce un esperimento di rigenerazione urbana dal basso battezzato significativamente “Il Tavolo di tutti”.
Dalle 10:00 alle 19:00, con accesso completamente libero e gratuito, la piazza smetterà di essere un semplice luogo di transito per trasformarsi in un laboratorio partecipativo.
L’obiettivo è ambizioso: chiamare a raccolta residenti, famiglie, associazioni di quartiere e semplici curiosi per rimboccarsi le maniche e costruire, insieme, un grande elemento di arredo urbano utilizzando esclusivamente materiali di recupero.
Dietro i martelli e i materiali di riciclo si cela una visione precisa di città. “Il Tavolo di tutti” non è soltanto il nome del workshop, ma una dichiarazione d’intenti.
Rappresenta la creazione di un oggetto fisico, concreto, che resterà a disposizione del quartiere, ma evoca soprattutto un’idea di convivialità, un simbolo attorno al quale sedersi, dialogare e riscoprire il senso di appartenenza a una comunità.
Nell’atto della costruzione condivisa, il cantiere diventa così uno spazio di socialità dove il fare insieme conta più del risultato finale.
L’evento romano costituisce una tappa fondamentale del programma nazionale “Coltiva il Futuro”, una rete coordinata da Project for People che si impegna a trasformare le aree pubbliche delle città italiane in poli vivi, educativi e inclusivi.
La scelta del quadrante est della città, e nello specifico di piazza Copernico, non è arrivata per caso.
Il Pigneto si conferma ancora una volta l’epicentro della sperimentazione sociale a Roma, un territorio cerniera da anni attraversato da profonde trasformazioni urbane e da una spiccata propensione all’autorganizzazione dei cittadini.
In questo contesto, la vetrina di Open House Roma 2026 offre la sponda ideale per dare risonanza nazionale a un modello di micro-urbanistica che dimostra come, molto spesso, per riqualificare un quartiere e sottrarlo al degrado non servano grandi varianti urbanistiche, ma la volontà comune di riappropriarsi dei propri spazi. Un tavolo alla volta.
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