Al “Salotto Letterario” il canto XXX del “Purgatorio”

Presso la Parrocchia di San Romano giovedì 15 dicembre 2016, alle ore 17.00, ingresso da via delle Cave di Pietralata n. 63
Pericle E. Bellofatto  - 13 Dicembre 2016

Giovedì 15 dicembre 2016, alle ore 17.00, presso la Biblioteca della Parrocchia di San Romano Martire (con ingresso da via delle Cave di Pietralata n. 63), prosegue il “Salotto Letterario” del gruppo degli “Accademici di via Galantara”, a cura della prof.ssa Loredana Mambella, con la collaborazione di Pericle Eolo Bellofatto.

Argomento di questa settimana: Lettura, con commento, del XXX canto del “Purgatorio” di Dante Alighieri.
Siamo ancora nel “Paradiso terrestre”.

unnamed-62Vedremo l’apparizione di Beatrice a Dante e la scomparsa di Virgilio.
Beatrice rimprovera, una prima volta, Dante.
Gli angeli, intanto, canteranno parole di compassione per Dante.
A seguire, ci saranno altri rimproveri al poeta fiorentino, da parte di Beatrice.

Come sempre un pomeriggio di cultura e di socializzazione.

Nella foto l’apparizione di Beatrice a Dante.


Commenti

  Commenti: 1

  1. Vittorio Santarsiere


    Il 15 dicembre 2016 è stato letto e commentato, nell’ambito della Lectura Dantis, il Canto XXX del Purgatorio a cura degli Accademici di via Galantara – gruppo di cultura spontaneo. Sede ospitante, la biblioteca della Parrocchia S. Romano Martire, docente l’ottima Prof.ssa Loredana Mambella. Il testo porta, tra l’altro, tre avvenimenti di rilievo: l’arrivo di Beatrice “l’alta virtù che già m’avea trafitto prima che io fuor di puerizia fossi”; Virgilio, lascia privo di se’ il gruppo e si defila, cessa il suo ministero di guida svolto per due dei regni d’oltre tomba; l’Alighieri dice che anch’egli ha peccato, sicché riceve aspro e consistente rimprovero da Beatrice. A costei fa dire ” … come in su la soglia fui di mia seconda etate e mutai vita, questi si tolse a me e diessi altrui ” …”fui io a lui men cara e men gradita e volse i passi suoi per via non vera”. “Tanto giù cadde che tutti gli argomenti alla salute sua eran già corti, fuor che mostrarli le perdute genti”. Si potrebbe inferire, con molti dubbi, una dedizione del nostro alla sregolatezza dopo la dipartita di Beatrice, il suo amore platonico. In fine gli Angeli cantano per consolarlo dai rimproveri, come a voler dire “Donna perché lo stempri?”. Spiega sottilmente la relatrice che, nel particolare frangente, ogni trasgressione postula una espiazione per ascendere alla salvezza.

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