Al “Villaggio Cultura – Pentatonic” le Letture al rovescio di Maria Rita Bozzetti

Domenica 26 aprile, alle ore 17, nella sede di viale Oscar Sinigaglia 18-20
Redazione - 21 Aprile 2015

LETTURE AL ROVESCIODomenica 26 aprile, alle ore 17, l’Associazione Culturale “Villaggio Cultura-Pentatonic” presenta Letture al rovescio di Maria Rita Bozzetti. Recital di Augusto Benemeglio. Con il musicista Giuseppe Natale. Partecipano: Maria Rita Bozzetti, Anna Maria Curci, Cristina Tundo. Ingresso con tessera ARCI; è possibile tesserarsi in sede.


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  1. Un libro è il momento della ferita o dell’eternità, – diceva Edmond Jabés – tutti i fogli hanno l’odore delle ceneri di una fede, altrimenti è inutile scrivere. Il libro di Maria Rita Bozzetti è un poema dialogico , scritto con uno stile nitido e incisivo, essenziale, ma anche luminoso, preciso, oserei dire da perfetto chirurgo, che – non a caso . è la professione che esercitava l’autrice. Nella sua costante ricerca dialogica con il reale e il trascendente, nel senso più alto ,nobile e mistico , c’è una specie di teosofia in versi , che ha un sapore orientale tipo “Libro delle interrogazioni” dell’autore che ho appena citato. Ma per entrare “dentro”, arrivare al nocciolo, all’osso dell’osso, al centro (cosa difficile e rarissima) di un testo, di un poema come questo ,c’è bisogno del “volo” che è la musica di Giuseppe Natale , maestro di chitarra classica , c’è bisogno del conforto e della solidarietà , della sensibilità e della saggezza di qualcun altro. Da soli non si va da nessuna parte. E allora eccoci alla rappresentazione, alla messa in scena di quest’evento, in cui ciascuno recita una parte, autrice compresa, che spiega: Il nucleo delle parole, che articolano l’impalcatura di questo testo, è da cercare nella necessità di riaffermare principi esistenziali cui inaspettati , incomprensibili eventi , dissacratori dell’etica, hanno sancito quasi un diritto di non esistenza. Mi sono sforzata di affondare lo sguardo laddove sembrava acqua cheta di lago, e ho trovato correnti limacciose capaci di risucchi fino all’asfissia, dimostrando quanta prudenza occorra per valutare il peso reale dei pensieri.

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