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Allarme inquinamento nell’Aniene: “Così lo sporco arriva dal Tevere al mare”

Per Ecoitaliasolidale, la tutela del Tevere non può essere affrontata senza considerare anche i suoi affluenti principali, a partire proprio dall’Aniene

L’inquinamento del fiume Aniene torna a far discutere. I recenti dati sullo stato delle sue acque, in prossimità della confluenza con il Tevere, rilanciano l’allarme degli ambientalisti: i corsi d’acqua che attraversano il territorio romano rappresentano uno dei principali canali attraverso cui l’inquinamento raggiunge il Mar Tirreno.

Per Ecoitaliasolidale, la tutela del Tevere non può essere affrontata senza considerare anche i suoi affluenti principali, a partire proprio dall’Aniene.

L’associazione ribadisce da tempo la necessità di una strategia più ampia che porti alla creazione di un Parco Nazionale del Tevere, capace di includere il fiume e il sistema dei suoi affluenti nel tratto finale del bacino.

Il Mediterraneo sempre più caldo

Il tema dell’inquinamento dei fiumi si inserisce in un quadro ambientale più ampio. Secondo i dati dell’IPCC (AR6), il Mar Mediterraneo si sta riscaldando tra il 20% e il 50% più rapidamente rispetto alla media globale.

Negli ultimi anni il fenomeno ha accelerato sensibilmente e le proiezioni indicano che entro il 2100 la temperatura superficiale del mare potrebbe aumentare fino a 4,5 gradi, con possibili conseguenze gravi per l’ecosistema che ospita oltre 12mila specie marine.

Plastica e microplastiche nei mari

Tra le emergenze ambientali più gravi resta quella legata alla plastica e alle microplastiche.

Dal 1950 a oggi sono state prodotte oltre 8,3 miliardi di tonnellate di plastica, ma soltanto il 9% è stato riciclato.

Il resto è finito nelle discariche o disperso nell’ambiente. Secondo il professor Luigi Campanella, la produzione di plastica contribuisce già per circa il 3,7% alle emissioni globali, una percentuale destinata a crescere nei prossimi decenni.

Senza interventi efficaci, diverse proiezioni scientifiche indicano che entro il 2050 negli oceani potrebbe esserci più plastica che pesci.

immagine di repertorio

Il ruolo del Tevere nell’inquinamento marino

I fiumi rappresentano uno dei principali vettori di trasporto delle microplastiche verso il mare.

Uno studio dell’Università di Tor Vergata ha stimato che tra il 2006 e il 2016 oltre 8.000 tonnellate di microplastiche sono state convogliate nel Mediterraneo attraverso i corsi fluviali.

Tra questi, il Tevere risulta uno dei più importanti “trasportatori” di microplastiche nel Mar Tirreno. Campionamenti effettuati nel luglio 2020 al largo della foce del fiume hanno rilevato concentrazioni fino a 60 microgrammi per litro nei sedimenti marini.

Il progetto del Parco Nazionale del Tevere

Per affrontare il problema alla radice, Ecoitaliasolidale propone da anni la creazione di un Parco Nazionale del Tevere, sul modello di quanto già avviene lungo grandi fiumi europei come Senna, Reno e Danubio.

Il progetto prevede la nascita di un ente unico di gestione che si occupi della riqualificazione del fiume, della depurazione delle acque e della valorizzazione ambientale e culturale dell’intero bacino.

L’idea è quella di estendere l’area protetta su circa 80mila ettari, coinvolgendo quattro regioni, otto province e 82 comuni. In questo scenario rientrerebbe anche l’Aniene con i suoi affluenti inferiori.

Navigabilità e mobilità sostenibile

Tra le proposte avanzate c’è anche il recupero della navigabilità del Tevere lungo tutto il tratto metropolitano, dalla foce fino a Castel Giubileo, attraverso imbarcazioni elettriche o ibride a basso impatto ambientale.

Un sistema di approdi lungo il fiume potrebbe collegare punti simbolici della città, dal Foro Italico a Castel Sant’Angelo, dall’Isola Tiberina fino all’area dell’Eur e al litorale di Ostia, creando un nuovo asse di mobilità turistica e sostenibile.

Secondo le stime, il trasporto fluviale potrebbe garantire anche un beneficio ambientale significativo: trasportando circa 900 passeggeri su un percorso di 60 chilometri con battelli elettrici si potrebbero risparmiare oltre 6 tonnellate di CO₂ rispetto all’uso delle automobili.

Ambiente, cultura e turismo

Il progetto immagina inoltre il recupero degli argini, della ciclovia tiberina, dei percorsi pedonali e dell’antica ippovia, insieme alla riqualificazione dei siti di archeologia industriale lungo il fiume, come l’ex stabilimento Mira Lanza nell’area Marconi.

Proprio qui potrebbe nascere anche un Museo del Tevere, dedicato alla storia e alla cultura sviluppate nei secoli lungo il corso del fiume.

«Le nostre proposte per il Parco Nazionale del Tevere rappresentano un passo importante per la salvaguardia ambientale e per il rilancio turistico e culturale della Capitale», spiegano Piergiorgio Benvenuti, presidente nazionale di Ecoitaliasolidale, e il professor Fabio Rosati, vicepresidente e responsabile del Centro studi sulla mobilità.

L’associazione annuncia inoltre la prossima presentazione di un Comitato scientifico che accompagnerà lo sviluppo del progetto.


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