Andrea Delogu: Vi racconto di quando ero la bambina de “La Collina”

Intervista all'autrice con Andrea Cedrola del romanzo dell'anno "La Collina"
di Maria Giovanna Tarullo - 26 Marzo 2014

la collinaLa Collina è il caso letterario dell’anno. Lo scritto è nato dal coraggio di Andrea Delogu che, con la valida collaborazione di Andrea Cedrola, ha deciso di mettere nero su bianco, anche se in versione romanzata, la storia della sua infanzia svoltasi in un luogo insolito per una bambina: San Patrignano.

Il libro edito da Fandango Libri vede protagonisti Ivan e Barbara – nella realtà i genitori della Delogu- due ragazzi accomunati dalla stessa sofferenza, quella provacata dalla dipendenza dall’eroina, che trovano la loro salvezza nella comunità diretta da Riccardo Mannoni. Un “paradiso terrestre” dove tutti sono uguali, il cibo non manca mai e si lavora tanto ma senza stipendio.

Ivan diventa il pupillo di Mannoni e proprio lui gli concede di sposare Barbara, così dal loro amore nasce Valentina (Andrea Delogu). Ma stare al fianco del suo mentore, giorno dopo giorno, fa capire ad Ivan che sulla “Collina” la salvezza passa talvolta per l’umiliazione, le botte, le catene e le celle d’isolamento. Una cura che ha il sapore di una condanna. Questo lo porta alla decisione di abbandonare la comunità allo scopo di proteggere la sua famiglia e così per Valentina inizia una nuova vita in cui dovrà fare i conti con la realtà al di fuori dalla “Collina”.

Abitare A Roma ha intervistato Andrea Delogu che ci ha raccontato come è nato questo libro, i giudizi della critica e il desiderio di trasformare la storia dei suoi genitori in un film.

Andrea Delogu

Andrea Delogu

Perché hai deciso di parlare della tua storia attraverso un romanzo?

E’ stata una scelta naturale presa da me e da Andrea Cedrola, il mio socio. Non volevamo farne un atto d’accusa, tanto meno una biografia, ma volevamo raccontare un pezzo d”Italia che in questi anni non era mai stata ascoltata.

Qual è stata la reazione dei tuoi genitori all’ idea di ricavare una storia dalla vostra esperienza di vita all’interno di San Patrignano?

Adotta Abitare A

Erano sereni, sapevano che volevo farlo da sempre e non mi sarei mai arresa fino a che non ce l’avrei fatta.

Sei nata e cresciuta su “La Collina” da dove sei andata via solo all’età di 10 anni. Ricordi la prima cosa che ha fatto la piccola Andrea appena fuori?

Ho chiesto dei Tuc (cracker n.dr.), impazzivo per i Tuc.

Soprattutto cosa è cambiato nel tuo modo di vivere da quel momento?

Dovevo stare più attenta, e chiedere il permesso per fare molte cose ma prendevo tutto come un gioco. Era come ricominciare da capo ad imparare le “usanze” di tutti i giorni.

Andrea Cedrola

Andrea Cedrola

In poco tempo “La Collina” ha attirato l’attenzione sia dei lettori sia della stampa. Ci sono stati più i giudizi positivi o più negativi?

Grazie al cielo più positivi. Ma credimi, io e Andrea (che ha scritto il libro, quindi ci dividiamo le responsabilità fra l’idea e lo stile) aspettiamo sempre con il cuore in gola i commenti di chi quel periodo l’ha vissuto in prima persona e, qualsiasi esso sia, lo accettiamo di buon grado.

In principio questa storia è stata scritta per diventare un soggetto cinematografico. Dopo tutto questo successo la Fandango si è convinta a realizzarlo? In caso ti piacerebbe poter recitare una parte?

Noi speriamo sempre sia un progetto realizzabile, anche perché come dici tu, è nato per essere un film. Aspettiamo e incrociamo le dita. Non ti nego che anni fa il mio sogno era quello di interpretare Barbara. Ho fatto teatro per anni ma non sono un’attrice e se mai ci sarà un lungometraggio, beh, quel personaggio dovrà interpretarlo un’attrice bravissima e stracapace. Quindi mi elimino a priori.

Un’ultima domanda da uno studio dell’ Espad-Italia è emerso che il consumo di droghe pesanti tra i giovani è in continua crescita. Quale messaggio daresti ai ragazzi su questo argomento?

Il messaggio dovrebbero darglielo lo Stato, le Istituzioni, la Scuola. Io ho avuto dei genitori incredibili che mi hanno evitato di provare curiosità in quel senso. Bisogna ‘tirare fuori le palle’ e capire che nulla di tutto questo è un gioco e che poi si fa fatica davvero a tornare indietro.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti