

Fatti e misfatti di marzo 2016
“Radovan Karadzic – “leader” dei serbi di Bosnia dal 1992 al 1995 – è stato condannato, dal Tribunale penale internazionale, a 40 anni di carcere”.
Radovan Karadzic doveva rispondere, soprattutto, del massacro di Srebrenica (quando fece trucidare circa ottomila musulmani bosnicaci, donne e bambini compresi) e della morte di circa diecimila persone (quando assediò, per 44 mesi, la città di Serajevo). Lui, dunque, aveva dato la morte a circa diciottomila persone. I giudici del Tribunale penale internaziomale hanno dato appena 40 anni di carcere a lui. Cioè un anno ogni 4.500 sue vittime. Radovan Karadzic farà, però, ricorso. Si riabiliterebbe un po’, se nel ricorso, ritenendo la pena troppo lieve, chiedesse di essere condannato, in appello, all’ergastolo.
“L’ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva – il quale rischia l’arresto con l’accusa di avere ricevuto denaro illecito dalla società petrolifera “Petrobras” e illeciti favori da parte di alcune imprese di costruzione – avrebbe intenzione, secondo quanto pubblicato dal settimanale “Veja”, di chiedere asilo all’ Ambasciata italiana di Rio”.
Ma come? Luiz Inacio Lula da Silva, da presidente, ha sempre negato, all’Italia, l’estradizione del pluricondannato terrorista Cesare Battisti e, ora, verrebbe a chiedere asilo e protezione proprio alla nostra ambasciata? Luiz Inacio Lula da Silva, la faccia come il “lato b”.
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