

Sette opere nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio per colmare i vuoti lasciati dal terremoto aquilano
L’Aquila riapre le sue chiese all’arte. Dal 30 novembre al 21 novembre 2011, la Basilica di Santa Maria di Collemaggio ospita la mostra ‘Arché. Bendini, Boille, Mariani, Turcato’. Tre grandi artisti contemporanei e un maestro storico dell’astrattismo italiano offrono sette loro opere per colmare i vuoti lasciati dal terremoto aquilano del 2009.
La Basilica di Santa Maria di Collemaggio, fondata nel 1287 per volere di Pietro da Morrone, è rimasta momentaneamente priva delle imponenti tele secentesche di Carl Rutherl, messe in salvo dopo il terremoto, e dal 30 novembre lo spazio temporaneo dei quattro grandi pannelli vuoti è riempito dalle opere di quattro grandi artisti contemporanei. Il messaggio di questa mostra è un invito a reagire alla drammatica calamità naturale e per ridare nuovamente luce e colore alla città de L’Aquila. Si tratta di quattro grandi artisti che pur nelle diverse esperienze individuali hanno tutti attinto ad un’idea originaria (arché) dell’arte intesa come vocazione sensitiva e spiritualmente laica, con un’aspirazione al sublime: un sublime mediterraneo, magmatico, colmo di memorie archetipe tramite palinsesti dipinti in cui i segni di un umano universale si mescolano con quelli di un umano individuale. Sono sudari di luce perduta e ritrovata a frammenti, a flash rapsodici, i soli permessi nel mondo attuale, orfano dell’idea di totalità armonica.
La mostra curata da Gabriele Simongini è rivolta alle diverse e personali modulazioni dell’Archè mediterraneo. Elenco opere: V. Bendini, ‘La memoria conserva’ (2001) tempera acrilica su tela, cm.200×180; “La sera del giorno” (14 marzo 2003) tempera acrilica su tela, cm.200×180. Eccezionalmente, sempre nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio, a pochi passi dal Mausoleo di Celestino V, sarà esposta un’altra opera di Bendini posta in una teca di plexiglass (cm.220×140) ed intitolata ‘Celestino V’ (1972) con grande valore simbolico perché la Basilica di Santa Maria di Collemaggio fu voluta proprio da Papa Celestino V e le sue spoglie sono lì custodite; di L. Boille, ‘Arabesco-zen nero’ (1973) olio su tela, cm.195×150 e ‘Arabesco-zen bianco’ (1974) olio su tela, cm.195×150, di M. Mariani, ‘Forma archetipa’, (1996) olio e tecnica mista su cartone, cm.213×300 e di G. Turcato, ‘Giardino di Miciurin’, (1951 circa) olio su tela, cm. 166×367.
L’opera ‘Celestino V’ di Vasco Bendini sarà inoltre donata dall’artista alla Regione Abruzzo. Il catalogo (con un saggio di Gabriele Simongini, un testo di Bruno Vespa e una testimonianza di Goffredo Palmerini), edito da Gangemi, sarà pubblicato a metà dicembre per permettere l’inserimento delle fotografie che documenteranno l’allestimento delle opere nello straordinario contesto della Basilica di Santa Maria di Collemaggio.
L’evento è realizzato con il sostegno del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale POR-FESR 2007-2013 ‘Attività VI.I.3’ dell’Assessorato alle Politiche Culturali – Servizio Politiche Culturali della Regione Abruzzo.
La mostra, promossa dalla Regione Abruzzo – Servizio Politiche Culturali e dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale – Comunità Europea, si avvale del Patrocinio del Comune dell’Aquila e dell’Arcidiocesi dell’Aquila.
L’esposizione, a cura di Gabriele Simongini, è realizzata e organizzata da Comunicare Organizzando in collaborazione con l’Associazione Culturale ‘L’Angelo Ribelle’.
Orario: tutti i giorni 9.30 – 12.30; 15.30 – 19.30
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