Arco di Travertino, a fuoco l’ex Punto Verde: le fiamme nel parco “maledetto” chiuso da dieci anni

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, che hanno domato il rogo e messo in sicurezza la struttura, insieme agli agenti del VII Gruppo Appio della Polizia Locale

È bastata una scintilla per far divampare il rogo in quell’area verde abbandonata, un tempo polmone del quartiere e oggi landa desolata di sterpaglie e strutture fatiscenti.

L’incendio ha interessato uno degli scheletri di cemento mai ultimati, sprigionando una colonna di fumo denso visibile da tutto il quadrante Appio-Latino.

Il blitz dei soccorsi

L’allarme è scattato quando le fiamme hanno iniziato a correre tra la vegetazione incolta, minacciando le recinzioni del cantiere. Sul posto sono intervenuti d’urgenza i Vigili del Fuoco, che hanno domato il rogo e messo in sicurezza la struttura, insieme agli agenti del VII Gruppo Appio della Polizia Locale.

Fortunatamente non si registrano feriti, ma il bilancio dei danni a un’area già martoriata è pesante. Le cause sono ancora da accertare: si scava tra l’ipotesi di un gesto doloso o l’autocombustione favorita dall’incuria.

L’eredità del fallimento: dal 1995 al limbo del 2026

L’incendio di oggi è solo l’ultimo capitolo di una saga amministrativa grottesca. Il programma dei Punti Verde Qualità — nato sotto Rutelli e proseguito con alterne fortune nelle ere Veltroni e Alemanno — ha lasciato proprio ad Arco di Travertino una delle sue ferite più profonde.

La storia ha dell’incredibile: tutto nasce da un bando del 1995, ma la convenzione definitiva viene firmata solo nel 2010.

Da allora, tra varianti urbanistiche mai approvate e società subentrate nel caos, il parco è stato progressivamente smembrato.

Nel 2014 i cancelli si sono chiusi definitivamente, sbarrando l’accesso persino all’area cani.

Un esproprio rimasto sulla carta

Dopo anni di proteste dei residenti, nel 2024 sembrava essere arrivata la svolta: l’Assemblea Capitolina aveva votato l’esproprio dell’area, un atto atteso da tre consiliature per restituire il verde pubblico al quartiere.

Eppure, da quel voto, nulla si è mosso. I residenti di via Rocca di Papa continuano a guardare oltre le recinzioni un parco che non c’è, oggi diventato una trappola di fuoco e polvere.

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