Arriva al capolinea il trenino della Casilina 

Entro un anno dovrebbe essere smantellato e sostituito da linee tranviarie o bus. Accordo per la nuova stazione Pigneto
di Sergio Scalia - 1 febbraio 2015

Era il 12 giugno 1916 quando i primi convogli del trenino collegarono Roma con Genazzano e un anno dopo arrivarono a Fiuggi.  Con il tempo il percorso venne gradualmente ridotto, fino a limitarsi  all’attuale tragitto Giardinetti-Laziali.

Trenino CasilinaA settembre 2015, con l’apertura del tratto della Metro C  Centocelle-Lodi, si dovrebbe  procedere allo smantellamento della linea e alla sua trasformazione in tranvia leggera o corsia bus preferenziale con parte dei fondi previsti dalla Giunta Comunale per le linee tranviarie. Resteranno così funzionanti solo le ferrovie urbane che escono dalla cinta urbana, come la Roma-Ostia e la Roma-Viterbo, uniche destinatarie dei fondi regionali.

Vista l’importanza di questa infrastruttura si è aperto in questi giorni un confronto sui blog e sui social network con diverse argomentazioni sui disagi e sull’utilità della linea.

Da un lato vengono evidenziati i danni che un’infrastruttura con le caratteristiche di una ferrovia crea in quartieri densamente abitati, perché la massicciata non è attraversabile e determina una cesura urbanistica tra 2 parti di un quartiere. Inoltre impedisce il transito dei mezzi di soccorso e per ogni intervento su segnali e attraversamenti occorre attendere il nulla osta dell’USTIF, l’ufficio del Ministero dei Trasporti che segue tutte le linee ferroviarie nazionali, così si è dovuto attendere 2 anni per poter aprire l’attraversamento semaforico di via della Primavera.

Con treni che hanno un’anzianità da 50 anni in su e con i soldi che occorrerebbe investire per migliorare la sicurezza della linea, sia la Regione che il Municipio hanno in più occasioni espresso l’esigenza di trasformare la linea ferroviaria in linea tranviaria sul modello della corsia preferenziale di via Prenestina. Questo consentirebbe di utilizzare i jumbo-tram e di riqualificare il deposito di Centocelle, liberando dai binari anche piazza delle Camelie, vincolata a mantenere binari ferroviari di manovra quasi mai utilizzati.

Dall’altro lato molti esprimono la preoccupazione che, non esistendo tutti i fondi per la trasformazione della linea da ferroviaria a tranviaria con la sostituzione dei binari e delle linee aeree, tutto si risolva nel semplice smantellamento del trenino senza attivare servizi alternativi, necessari a coprire i collegamenti con Porta Maggiore e  la Stazione Termini.

Anche il Comitato di quartiere di Torpignattara ha aperto un confronto sulla sua pagina Facebook per raccogliere indicazioni e suggerimenti sul futuro della linea Centocelle-Laziali.

Altri importanti interventi per i collegamenti su ferro sono stati annunciati dall’assessore Improta, che a dicembre 2014 ha firmato con RFI (rete Ferroviaria Italiana) un accordo per interventi sulla tratta Vigna Clara-Valle Aurelia per arrivare al completamento dell’anello ferroviario e per la nuova stazione del Pigneto, che, entro 3 anni dovrebbe consentire il collegamento tra le linee Fr1, Fr3 e Metro C.

Anche in relazione a questa nuova stazione si è aperta una discussione sull’eventuale collegamento di una futura linea tranviaria con la stazione Pigneto e con la Prenestina, mantenendo comunque l’attuale percorso sotto Ponte Casilino fino a Termini.


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  1. Se provincie ricche motore economico d’Italia ed Europa come MI & MB non hanno soldi e risorse ma problemi per ricostruire le loro (metro)tranvie come la tranvia Milano-Desio-Seregno (chiusa da USTIF per sicurezza causa ritardo inizio lavori) e la tranvia Milano-Varedo-Limbiate (stesso problema ma riaperta grazie a manutenzione a seguito campagna politicamente trasversale) figuriamoci se una provincia basata solo su servizi come amministrazione pubblica e turismo ha le risorse per ricostruzione completa.
    Perché non spendere i pochi fondi a cominciare ad estendere il capolinea urbano verso il piazzale di stazione di Roma Termini (dove ci sono anche molti bus urbani Romani) così anche i turisti possono vederla e pensare di utilizzarla?
    Sull’esempio di Stu”ttgart D (Stoccarda ) detto prolungamento lo si può fare con 3 rotaie (scartamento ridotto e normale) permetterdo l’uso sia di materiale esistente che nuov, poi graduale conversione e ricostruzione.

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