

I sindacati dichiarano lo stato di agitazione
ROMA (11 febbraio) – Turni di lavoro anche di 18 ore continuative per fare fronte alla carenza di personale nella Asl Roma B e in particolare nell’ospedale Sandro Pertini. La denuncia arriva da Cgil-Cisl-Uil che hanno dichiarato lo stato di agitazione e indetto un’assemblea di tutto il personale del nosocomio e un presidio, per il prossimo 15 febbraio, fuori la sede della Azienda sanitaria. Duecento infermieri, 20 tecnici di radiologia e laboratorio, 20 ostetriche, 30 terapisti della riabilitazione, 20 assistenti sociali: queste i numeri delle carenze. «Questa situazione – si legge in una nota diffusa dai Confederali – sta portando la Roma B ad un punto di crisi irreversibile».
Le organizzazioni sindacali tornano a chiedere «la modifica del Piano di rientro dal deficit della giunta regionale perché la necessità di realizzare rientro dal debito accumulato negli anni passati non porti gravi danni all’utenza e all’assistenza, con un aumento delle liste di attesa, diminuzione delle prestazioni in special modo nei consultori familiari, poliambulatori, nei centri di assistenza domiciliare, negli ambulatori infermieristici e nei centri di salute mentale».
I confederali, inoltre, affermano che «nonostante un accordo a copertura delle carenze di personale, firmato da noi nel 2007, con l’Azienda, alla presenza dell’assessore alla Sanità Augusto Battaglia, la Regione non ha fornito nessuna deroga alle assunzioni o impegni di assunzioni».
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