

Le donne e... Ciarrapico ringraziano
Con una decisione Aziendale, sostenuta ovviamente dall’Assessorato alla Salute della Regione Lazio è stato concesso al Policlinico Casilino, struttura "accreditata dal Servizio Sanitario Nazionale", una estensione dell’attività ambulatoriale per per la Radiodiagnotica.
Ovviamente questa decisione ridurrà drasticamente i tempi di attesa per effettuare un’indagine Mammografica (e questa è la nota positiva ) ma aumenterà il passaggio di denaro pubblico ad una struttura sanitaria privata (a gestione mista pubblico/privato) il cui proprietario è il neo eletto parlamentare on.le Giuseppe Ciarrapico (Pdl).
Altro che ripianamenti dei debiti! Questa è una politica che va nel senso opposto e mentre grazie a questi aumenti di fatturato le aziende private, potenziano e migliorano i loro servizi, l’ambulatorio pubblico è volutamente sottoutilizzato e con attrezzature tecnologiche superate e spesso obsolete.
Che quanto affermiamo sia vero, lo si vede anche dalle mega insegne della struttura in questione, mentre al cittadino che deve effettuare una prestazione presso il poliambulatorio di via Giacomo Bresadola le indicazioni vengono fornite dai passanti e dai titolari degli esercizi commerciali presenti nelle vicinanze (da anni la struttura è sprovvista di insegna).
La legge dice che le strutture ambulatoriali pubbliche che operano sul territorio devono essere aperte almeno 12 ore al giorno e fin qui ci siamo, ma il rispetto delle sole ore di apertura non può assolutamente bastare.
E’ tempo che la direzione della Asl Rm B ripensi l’organizzazione del lavoro nei presidi territoriali e reperisca attraverso la Regione Lazio i fondi necessari per rinnovare le attrezzature e istituire nuovi turni di lavoro polispecialistico, al fine di eliminare bibliche attese per alcuni tipi di prestazione.
E’ ovvio che dirottare quasi tutte le risorse economiche nel portafoglio di Ciarrapico & C. è più facile, ma almeno proviamo a non mortificare ulteriormente la stragrande maggioranza degli operatori sanitari che non ci stanno ad ammainare la bandiera del servizio pubblico ad esclusivo vantaggio di quello privato e… non dimentichiamoci mai di "Lady Asl".
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