

Il 24 giugno 2009 i cittadini hanno atteso invano. Il presidente dell'XI Municipio Catarci: “Davanti a noi abbiamo un muro”
Un buco nell’acqua. Dopo il rinvio del 9 giugno, il 24 si è tenuta, presso l’Urban Center di via Odero, la tanto attesa assemblea pubblica sulla zona urbanista "I-60" dell’XI Municipio.
Ancora una volta, l’invitato di spicco, l’assessore all’urbanistica del Comune di Roma, Marco Corsini, dopo aver anche confermato la sua presenza un’ora prima dell’inizio, ha poi disertato l’appuntamento con i cittadini, come già avvenuto in altre occasioni.
“Questa volta non sappiamo come giustificare l’accaduto” commenta il presidente dell’XI Municipio Andrea Catarci, riguardo l’immotivata assenza dell’assessore, “visto che avevamo già spostato l’appuntamento lo scorso 9 giugno, portandolo al 24, per permettere a lui di essere presente, come sua richiesta esplicita. Resta quindi il dispiacere di non essere riuscito a fare il tanto atteso incontro tra movimenti cittadini e Assessore”.
L’assenza dell’onorevole Corsini riflette in pieno la situazione di stallo che il Municipio sta vivendo sui tanto decantati progetti di cui dovrebbe essere protagonista, ma che in realtà allo stato attuale sono ben lontani dall’essere presentati e mostrati ai consiglieri municipali ed ai residenti della zona.
“Voglio fare delle premesse importanti. Una di queste riguarda il tema delle compensazioni. Io le definisco devastazioni del territorio e vi dico che farei ben a meno del progetto I-60, lo toglierei molto volentieri” ha commentato Catarci, “ma dovete sapere che l’XI Municipio non decide da solo. Dall’elezione del Sindaco, con la nuova giunta, eravamo convinti che qualcosa sarebbe cambiato, forse anche in meglio, per rompere la linea che la giunta Veltroni aveva intrapreso. Lo scorso 14 gennaio chiedemmo un tavolo di lavoro con il Comune sull’I-60, soprattutto perché le pressioni dei residenti si facevano sempre più forti e mi sembrava il minimo da fare. Al 31 marzo non ricevetti ancora alcuna risposta e fummo costretti a fare anche un comunicato stampa denunciando la richiesta ancora inevasa. Davanti a noi c’è un muro, sta a noi capire come riaprire la questione, magari con un controprogetto, come ho dato mandato di fare per l’ex Fiera di Roma”.
Parole quindi decise del presidente Catarci, che non hanno comunque permesso di sciogliere la tensione dei cittadini che, sempre in maniera pacata, hanno denunciato la totale assenza di interesse nei loro confronti quando si deve realizzare un progetto edilizio.
“Il gioco delle compensazioni non fa altro che creare danni alla cittadinanza per creare ricchezza ai privati, ricchezza ai palazzinari” commentano i cittadini radunati all’assemblea, “possiamo ben dire che Roma è il simbolo delle compensazioni, non vi è traccia di questa normativa nell’intera Italia, sono Made in Roma”.
Importante anche la testimonianza della sezione legale dell’associazione Italia Nostra, “confermando il fatto le compensazioni sono un fatto tutto capitolino, non essendovi traccia di alcunché simile nella normativa nazionale, vogliamo però specificare che quando fu cancellato il progetto di Tor Marancia, in quel caso specifico non vi era neanche un piano esecutivo. Semmai servano dei requisiti per la lottizzazione, Tor Marancia neanche li aveva. Quindi se vogliamo adire le vie legali dobbiamo partire dalle basi e mettere in discussione il diritto acquisito dei costruttori che in questo caso specifico, I-60, è totalmente inesistente”.
Una questione che resta così aperta, arroventata dal persistente silenzio del Comune e l’assenza, figurata e materiale, degli assessori agli appuntamenti con i cittadini. I movimenti dei residenti hanno già ripreso la loro battaglia, attendendo le prossime mosse per abbattere il muro d’omertà che il Comune ha finora eretto.
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