Atac, inchiesta choc di Repubblica su clonazione biglietti

Giansanti (Lista Civica Marino): vicenda devastante, vertici Atac facciano immediata chiarezza
Redazione - 7 Novembre 2013

Dopo la vicenda Parentololi, Atac continua a far parlar (male) di sè. L’azienda municipalizzata è finita nuovamente sotto i riflettori della cronaca e della magistratura.

A denunciare l’intricato rapporto tra Politica e Atac è un’inchiesta del quotidiano La Repubblica secondo cui all’interno dell’azienda esisterebbe una stamperia clandestina di biglietti clonati la cui vendita porterebbe un fiume di denaro nero (circa 70 milioni di euro l’anno) destinato al finanziamento di partiti.

Già, perchè responsabile delle vicende oscure di Atac non sarebbe un solo partito ma un accordo bipartisan, siglato il 29 aprile 2008, fra centrodestra e centrosinistra, anche se le truffe messe in atto da Atac avrebbero radici più antiche.

L’accordo avrebbe avuto lo scopo di mantenere inalterato il sistema Atac – Politica. A dimostrarlo dirigenti che nel passaggio Veltroni – Alemanno non sarebbero stati spostati dai ruoli chiave, senza considerare appalti “gonfiati” e conti poco chiari.

“Davanti accuse enormi, come quelle che Repubblica pubblica oggi in un’ inchiesta su Atac – afferma in una nota il capogruppo della Lista civica Marino, Luca Giansanti – quali falsa bigliettazione e creazione di fondi neri per la politica, non basta lo sdegno, i distinguo, le richieste di chiarimento.

E’ necessaria un’ immediata e netta risposta da parte dei vertici dell’azienda di trasporto capitolina. Mentre la Procura di Roma e la Guardia di Finanza continuano nel loro lavoro di indagine, ai manager di Atac si chiede di fare cristallina chiarezza su una vicenda che se fosse vera non è solo inquietante ma è devastante per l’immagine, e non solo, dell’azienda di trasporto pubblico più grande d’Italia.

Lo esigono i cittadini che pagano e usufruiscono del servizio quotidianamente, lo esige chi, tra mille difficoltà e problemi, proprio in questi giorni si sta impegnando nel reperire risorse per una ristrutturazione dei servizi che garantisca un servizio migliore alla città”.


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  1. Voglio essere chiaro: qui non si tratta più di mele marce, ad essere marcio è tutto il cesto che le contiene. Cioè è il sistema dei partiti che si autoalimenta e che si scarica sul micidiale debito pubblico italiano. Troppi precedenti confermano che la questione della corruzione è endemica e strutturale alla corsa ai voti e alla demagogia della Politica. Altro che questione etica, qui è tutta politica.

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