

Qualche riflessione e considerazione
Davvero viviamo un momento di transizione. Uso questo incipit per non scadere in uno stato di pessimismo che si addice solo ai vecchi recalcitranti ad accettare tutto ciò che cozza con la dignitosa congruenza, ormai considerata obsoleta dalla gioventù che sta crescendo con l’elettronica, la rete e la numerosa famiglia dei loro figli e nipoti digitali.
Per non farsi prendere dalla malinconia, anziani come me, sempre cresciuti a pane e ironia, con un passato di ilare satira come nutrimento di base, cercano di farsi una ragione della tragedia che quotidianamente li pasce di guerre, donne accoltellate, giovani aggrediti, troppi morti sul lavoro per definirli incidenti, o sparatorie per regolamento di conti tra bande, dove non è insolito che ci lasci la pelle un innocente, reo soltanto di trovarsi a passare di lì, vittima della solita pallottola vagante.
L’anziano, che sarei io, non si chiede più quale sia il rispetto della morale di kantiana buona memoria, rassegnato e consapevole che ormai è sparita da tempo. Sta vivendo un lungo, brutto periodo nella sensazione di essere in caduta libera, come in un incubo notturno.
Ma no, non è così. Si domanda piuttosto quanto tempo occorra ancora perché le subentri -qualunque essa sia- quella nuova morale, dal momento che attualmente ne avverte la latitanza. Ed essere orfani di una morale è come giocare a ruba bandiera, senza aver prima riconfermato le regole del gioco tra i contendenti.
Allora lo assale la voglia di uscire a fare due passi per prendere una boccata d’aria. Sarebbe un espediente per sopravvivere se, appena lasciata casa, non venisse investito da uno strano odore, che non riconosce, per non averne fatto mai uso, ma che non tarda a identificare, stante la velocità con la quale lo sfiora un’auto in pieno centro, sulle strisce bianche, a somiglianza del toro che nell’arena si strofina alla muleta del matador.
Sembrerebbe guidata da un azzardoso Fangio dei suoi tempi, se non fosse sotto l’effetto di qualche allucinogeno, non ancora smaltito dalla serata precedente in discoteca. E di qualche oppiaceo ce ne deve essere ancora così tanto nell’aria, tra le polveri sottili, da temere di restarne contaminato.
Così, mentre pensa a tutto questo, mentre domando a me stesso se l’anziano (che sarei sempre io) non abbia il diritto di portare avanti certe considerazioni, suona alla porta un giovane sconosciuto, che offre la bella raffigurazione di un santo, che non ho mai visto prima, Lo prego di lasciar perdere il dono che mi trova indifferente e gli allungo due euro, augurandomi che vadano a buon fine, senza truffe porta a porta, mentre il giovane già si premura nel rassicurarmi che trattarsi di San Perdurante, uno dei primi martiri cristiani, al tempo di Costantino, “conosciuto da pochi suoi fedeli, nonostante il gran numero di conversioni alla cristianità da lui fatte nel circondario di Roma, la Capitale della religione Cristiana”.
E lì si apre un contradittorio sul perché solo due euro di elargizione, che mi costringe a spiegargli che se dovessi distribuire i miei averi tra tutti i richiedenti beneficenza, all’Associazione di San Perdurante, con tutta probabilità toccherebbe anche una cifra di gran lunga inferiore.
Il giovane si è allontanato biascicando un rosario di bestemmie, intercalate da: …ma te possinoT…’an vedi sto morto de fame como se sbraccia per aiuta’ chi non magna!? Mi chiedo chissà dove finiranno i due euro elargiti e mi rispondo che non è compito mio farmene un problema. Povero Perdurante, che vedo non esistere nel Martirologio che raccoglie i Santi, censiti dalla Chiesa Cristiana.
Mentre il Giovane si allontana blaterando, mi sono domandato quanto lui ed io fossimo autorizzati e in grado di esprimere un sì o un no nel referendum sulla complessa riforma della giustizia. Quanto entrambi fossimo preparati a navigare nei meandri di un buco nero come quello della magistratura.
Un altro sperpero di denaro per ottenere un risultato che, comunque si concluda, c’è da sperare che la mancanza di un quorum possa rappresentare il segnale che il popolo sta iniziando a rifiutare di essere usato come strumento cieco di occhiuta rapina.
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