Auguri Gentilini, 125 anni di dolcezza

Nella fabbrica in via Tiburtina per celebrare la festa si sono recati il sindaco dimissionario Ignazio Marino, il presidente del IV Municipio Emiliano Sciascia e l'assessore alla Roma produttiva Marta Leonori
Manuel Marchetti - 12 Ottobre 2015

La semplicità è la più elaborata delle soluzioni vincenti. E così dici “Gentilini” e subito pensi a quei pochi ingredienti che da anni restano la punta di diamante del mercato dolciario romano e pian piano sempre più nazionale.

143131211-1aee1539-9fcb-4e6c-b7d0-9712be0cfdadNei giorni scorsi, la Gentilini ha festeggiato i suoi 125 anni di attività, e nella fabbrica – situata in via Tiburtina – si sono recati il sindaco dimissionario Ignazio Marino, il presidente del IV Municipio Emiliano Sciascia e l’assessore alla Roma produttiva, Marta Leonori. Marino ha dichiarato: “E’ una bellissima avventura, un esempio non solo per la città ma per tutto il Paese e a cui sono personalmente legato. Quando mi trasferii a Roma nel 1969 ero poco più di un bambino e mia madre comprava proprio i biscotti Gentilini, ne sono diventato un esportatore negli Stati Uniti e anche mia figlia, così come mia mamma che continua ad acquistarli a 94 anni”.

Tutto questo per condividere con i lavoratori il giorno di festa. La Gentilini è una delle aziende più solide nel settore dolciario e la sua storia ebbe inizio grazie a Pietro Gentilini nel 1890. L’uomo nativo di Vergato (BO), si trasferì a Roma dove aprì il suo primo laboratorio per la produzione di pane e biscotti. Proprio in quegli anni si stava affermando nel nostro Paese un biscotto secco di origine anglosassone, chiamato Oswego. Pietro Gentilini intuì in maniera lungimirante il potenziale di quel biscotto e decise ricrearne uno con pochi ingredienti ma dal sapore speciale. Li chiamò Osvego, per differenziare il suo biscotto da quello straniero, da li in poi il resto è storia.

confezioni_osvego2Un imprenditore vero Pietro Gentilini che scelse come logo  un trenino  fatto di biscotti. Questo perché quando fu disegnato e depositato ricorreva il cinquantenario della costruzione della prima tratta ferroviaria italiana, la Napoli-Portici. Il Sig. Pietro considerava l’invenzione del treno una delle più importanti della storia dell’umanità e svolgeva, ieri come oggi, un ruolo fondamentale nel processo di industrializzazione e scambio merci. Forte di questa idea scelse quell’immagine, quel simbolo per la sua fabbrica.

trenino3Ai giorni nostri l’azienda registra un fatturato di oltre 30 milioni di euro ed 80 referenze nel suo bagaglio, inoltre conta oltre 70 dipendenti fissi più 20 stagionali e 50 agenti distribuiti in tutta Italia. Un vero esempio di buona imprenditoria, di sana imprenditoria, come sono sani gli ingredienti utilizzati privi di grassi idrogenati, olio di palma e coloranti.

Rigide le regole ed i principi fondamentali che vigono all’interno dell’azienda dove si è sempre seguita una linea precisa per il rispetto ed il mantenimento degli antichi sapori, senza mai scendere a compromessi con il mercato dolciario che sempre più strizza l’occhio ad ingredienti a basso costo per chi li produce e decisamente non genuini e salutari per chi li mangia. Un orgoglio romano, così ci sentiamo di definirlo, perché quel trenino fatto di biscotti, da più di un secolo ormai, corre e va sempre più forte.

La Sposa di Maria Pia

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  1. Tantissimi auguroni di cuore Gentilini…ogni mattina mi regalate la dolcezza dei vostri biscotti Osvego, per non parlare poi delle fette biscottate, che danno la giusta carica per affrontare la giornata!!!grazie di esistere, continuate così…

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