

Il Campidoglio ammette il ritardo: "I nidi sono climatizzati, per le materne manca ancora un piano strutturale"
Finestre sbarrate per schermare il sole, tende abbassate, ventilatori alla massima potenza e lezioni d’emergenza trasferite in giardino per trovare un po’ d’ombra.
Con l’arrivo anticipato dell’afa e delle ondate di calore estive, all’interno delle scuole dell’infanzia comunali di Roma è riesplosa la protesta di genitori ed educatori, costretti a fare i conti con aule trasformate in veri e propri forni a causa della totale assenza di impianti di condizionamento dell’aria.
Gli esposti e i gridi d’allarme arrivano a macchia d’olio da diversi quartieri della Capitale, delineando una criticità strutturale che non può più essere liquidata come un fenomeno passeggero.
Tra le situazioni più difficili si registra quella della materna “Ape Birichina” di via Giorgio Perlasca, al Collatino: qui le famiglie denunciano come l’accoglienza dei piccoli debba essere organizzata tassativamente all’aperto fin dalle prime ore del mattino per evitare il soffocamento all’interno dell’edificio.
Il caso è sbarcato ufficialmente in Comune durante una commissione congiunta Scuola e Lavori Pubblici, sollevando un paradosso burocratico.
Negli ultimi anni Roma Capitale ha investito ingenti risorse per installare i condizionatori nei nidi (che restano aperti anche a luglio), lasciando però quasi del tutto scoperte le scuole materne (3-6 anni).
I numeri illustrati dai dipartimenti capitolini certificano il divario:
Asili Nido: Sono ben 87 le strutture comunali già interamente dotate di impianti di climatizzazione di ultima generazione.
Scuole dell’infanzia: Manca ancora un piano organico di intervento. Si procede a rilento, intervenendo esclusivamente “pezza a colore” sui casi giudicati di massima urgenza.
«Per i nidi è stato fatto un lavoro imponente e fondamentale», ha ammesso la presidente della Commissione Scuola, Carla Fermariello. «Adesso però è indispensabile e urgente avviare un percorso identico anche per le scuole dell’infanzia, dove stanno emergendo sofferenze intollerabili per i bambini».
A confermare lo stallo è stato anche Andrea Marzi, dirigente del Dipartimento Infrastrutture: «Ci è stato chiesto di valutare un programma speculare a quello dei nidi, ma al momento non esiste un progetto definito né una copertura finanziaria dedicata».
Le segnalazioni ricalcano fedelmente la mappa delle carenze strutturali dei municipi romani:
Municipio V (Roma Est): Su 24 asili nido attivi, ben 16 sono stati messi in sicurezza con climatizzatori totali o parziali. Sul fronte delle scuole materne, invece, le sezioni restano al caldo e la presidenza municipale ammette di dover raschiare il fondo del barile dei bilanci locali per comprare ventilatori.
Municipio II (Villaggio Olimpico): È qui che si registra il caso più allarmante. I genitori della scuola dell’infanzia “Giramondo” hanno inviato una lettera di fuoco alle istituzioni denunciando temperature interne superiori ai 34 gradi nelle ore centrali della giornata, con conseguenti e ripetuti episodi di malessere (nausea, emicranie e spossatezza) sia tra i bambini sia tra le maestre.
Municipio XIII (Aurelio): Massima allerta per la materna “Piccoli Girasoli” e il nido “I Cuccioli” di via Silveri, dove si stanno studiando schermature solari d’urgenza sui vetri per salvare le attività estive.
Il problema valica anche i confini della Capitale. A Monterotondo, la preside del plesso dell’infanzia di via Pietro Nenni ha formalmente richiesto l’aiuto del Comune dopo che i ventilatori acquistati dalla scuola sono andati in cortocircuito, rivelandosi del tutto inutili a rinfrescare i locali.
La radice dell’emergenza risiede nell’età stessa degli immobili scolastici romani. Molte scuole materne sono ospitate in prefabbricati risalenti agli anni ’70 e ’80 o in strutture caratterizzate da un bassissimo isolamento termico, progettate in un’epoca in cui le temperature di giugno non toccavano i picchi attuali.
Il Campidoglio ha annunciato l’intenzione di avviare una mappatura termica completa degli edifici più vulnerabili per stabilire una graduatoria di priorità in vista dei prossimi stanziamenti.
Nel frattempo, tra bacinelle d’acqua e tapparelle abbassate, la scuola romana si prepara ad affrontare l’ennesima estate di passione.
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