“Bande de Femmes” al Pigneto

Nona edizione della mostra di Fumetto ed Illustrazione 
Marco Picozza - 1 Luglio 2022

Apre i battenti al Pigneto “Bande de Femmes”, festival di fumetto e illustrazione organizzato dalla libreria femminista “Tuba”. Bande de femmes, ossia banda di donne, gang di donne, ma anche gioco linguistico con Bande dessinée (il termine francese per indicare le strisce illustrate dei fumetti).

Il progetto complessivo, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, è vincitore dell’Avviso Pubblico “Estate Romana 2020-2021-2022” curato dal Dipartimento Attività Culturali. La mostra si svolge in maniera diffusa con esposizioni e mostre di artisti in numerosi locali e spazi culturali del quartiere, e vede la presenza in molti di questi luoghi delle artiste, presenti sul luogo per incontrare il pubblico e raccontare i propri lavori.

Decidiamo di inoltrarci in una camminata-racconto esplorativa nella zona pedonale del quartiere, cuore pulsante del quartiere, partendo proprio dal locale Tuba in via del Pigneto, la libreria femminista principale organizzatrice dell’evento, nel quale visioniamo le opere della mostra collettiva Gender Illustration, la mostra curata da Bande de Femmes che raccoglie opere e illustrazioni realizzate per il Drag Me Up Queer Art Festival.  Attraversando la strada, proprio di fronte al locale, la Biblioteca Mameli (del circuito Biblioteche di Roma) espone opere di Marta Comunale, artista ed illustratrice pugliese trapiantata da anni a Milano.

Proseguendo la camminata ci spostiamo nelle vie attigue alla zona pedonale, ed in via Ascoli Piceno entriamo nel Bookshop Uroboro (libreria sui generis che ha il tatuaggio come tema centrale dei titoli che propone), dove al piano inferiore troviamo la mostra di Faida Acquifera, artista senese di stanza a Torino, che presenta una serie di opere che nelle parole dell’artista “respirano grazie alle lotte e alle rivendicazioni sociali che le animano e le informano”.

Poche decine di metri di distanza ed entriamo in tutt’altro locale, il Bar Multiculturale Kif Kif, dove tra una birra e l’altra è possibile ammirare le opere di Golrokh Nafisi (artista iraniana) e Giulia Crispiani (scrittrice ed artista visiva), con tema centrale una riflessione sulla tristezza, passando per i vari aspetti che vanno dai suoi diversi nomi, alle forme, al dolore che essa provoca. 

Proseguendo per il giro è possibile spostarsi in altre zone del quartiere, non prima di essersi fermati presso il circolo Sparwasser, dove è possibile ammirare i disegni di Ly Leova, illustratrice Ceca di origini vietnamite che oltre alle arti visive si dedica alla danza. Ha realizzato fumetti autoprodotti e campagne per grandi marchi.

Numerosi altri spazi espositivi nel resto del quartiere, dove è possibile ammirare le opere di molte altre artiste, tra le quali segnaliamo Giada Ganassin, Carla Berrocal, Carol Rollo, Croma, Paper Surgery, Anita Roscini, Francesca Crisafulli, Luisa Montalto e Barbara Ferraro, Simone tso e Eleonora Amianto.

Da venerdì primo luglio fino a domenica 3 il festival prosegue con diversi “Dialoghi d’autrici”, dove sarà possibile sia incontrare le autrici stesse sia partecipare a dibattiti pubblici di diversa natura (tra i quali segnaliamo il dibattito su cyberbullismo e violenza digitale contro le adolescenti in programma il 2 pomeriggio di sabato 2 luglio)

Già dalla prima serata grande partecipazione di pubblico nei vari siti del quartiere, per una mostra giunta ormai alla nona edizione e che ormai rappresenta un appuntamento annuale fisso per il Pigneto.

Nelle parole delle curatrici la sintesi di ciò che rappresenta la manifestazione per la vita culturale del quartiere: “Oltre alle presentazioni “animate” ai laboratori e ai live painting, portiamo la creatività tra le strade e i palazzi del nostro quartiere, il Pigneto, con l’obiettivo di creare tessere connessioni, incontri e sinergie. Siamo convinte che la cultura contribuisca a migliorare la vita di chi vive e attraversa questo quartiere. L’idea di un festival di fumetto e illustrazione nasce dalla volontà di creare un circolo virtuoso di cultura e socialità che, a partire dalle narrazioni a fumetti, possa parlare e far parlare dei temi che ci interessano da sempre: femminismi, corpi, identità, sessualità e lotte LGBTQIA+.”

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