

Alla Biblioteca Gianni Rodari il 19 aprile 2013 poesia e musica romane
Venerdì 19 aprile 2013 alle ore 17 Le note di “Roma nun fa la stupida” pizzicate con delicatezza e bravura dal Maestro Enrico Esposito hanno introdotto mirabilmente l’incontro con la poesia di Carlo e Massimo Bardella, organizzato dal Centro Scarpellino & Il vernissage @Roma in Barattoli, che è proseguita con la lettura di “Fuochi d’artificio” di C. Bardella a cura dell’estroso Leone Antenone. che è stato anche il conduttore della serata.
Piera Costantino, direttrice della Biblioteca G. Rodari, ha rivolto un breve e caloroso saluto; è seguita la lettura del sonetto “Sabbito senza sole” a cura di Leone Antenone. “Questo sonetto sembra scritto oggi; parla, – ha commentato Vincenzo Luciani – come solo i poeti sanno fare, della crisi economica e dei profondi guasti che la stessa produce nelle famiglie, soprattutto in quelle in cui il capofamiglia ha perso il lavoro, oppure la casa ed il lavoro contemporaneamente, come purtroppo sempre più spesso accade a tantissime famiglie italiane. Nella piena indifferenza di quelli che hanno la trippa piena (top manager, grandi economisti, banchieri, finanzieri, politici di alto bordo, ricchi, insomma, di svariate categorie professionali), che quindi non riescono a capire le buone ragioni di chi è digiuno”. Lo stesso Luciani ha ripercorso l’itinerario esistenziale e poetico di Carlo Bardella (1903-2003). Orafo. Poeta multiforme, dal piglio franco e spontaneo del poeta popolaresco: tutte le sue poesie sono sempre animate da un impeto nascosto. Ha collaborato a locali riviste, dialettali e a giornali di vasta tiratura. Ha pubblicato Fochi d’artificio (Tip. Carpentieri, 1952), La Strada (Ed. Ardita, 1963), Sonetti ad Creatore (Ed. Gabrieli 1970), Antologia “Cento anni di poesia romanesca” (Staderini, 1966). Il prof. Luigi Volpicelli ha giustamente affermato che: “… nella sua poesia per qualità del linguaggio e delle rime c’è proprio il senso dello scolpire e dell’incidere. E riesce efficacissimo là dove dà corpo a quell’amarezza profonda, a quel senso di disperazione. Molti sono stati i ricordi del poeta forniti con commozione viva e al tempo stesso rattenuta da suo figlio Massimo e dal poeta Renato Merlino che ha letto anche una breve e arguta poesia di Carlo Bardella che, ha ricordato, è stato uno dei fondatori del Centro Romanesco Trilussa ed uno dei capi della resistenza romana.
Anna Maria Curci ha brillantemente svolto il ruolo di chi doveva stanare un poeta dotato di tenace understatement come Massimo Bardella, figlio di Carlo e poeta originalissimo che ha saputo imporre la sua poesia visionaria, ironica ed autoironica, che costruisce libri autoediti con cura artigiana, si affida a composizioni di pochi vibranti versi sciolti (e brevi), inconsueti nel panorama della poesia romanesca. La Curci ha deliziato i presenti con la lettura di alcune poesie di Massimo da lei tradotte in tedesco, lette nell’incontro, e il cui suono ha sorpreso e deliziato i partecipanti. Tra queste “Narciso”, “Bongiorno”, “Partenza mprovisa”. Sono state anche declamate “Via la rima…”, “Prima da me…”, e “Tramonto” tratta da Kirie Eleison (legge Leone).
Massimo Bardella è stato molto bravo e ha toccato profondamente con la sua affabulazione e la sua poesia, opportunamente sollecitato dall’acume critico e dalla passione di Anna Maria Curci.
Enrico Esposito, con la sua chitarra ha saputo fondere delicatamente il sottile e morbido tessuto musicale nel contesto di un pomeriggio davvero da non dimenticare. Insomma è stato un pomeriggio fatato; si sono intrecciate storie di vita remote e del passato prossimo, organizzato dalla “strana coppia” Antenone-Luciani che, senza essere essere intrusiva, ha saputo coinvolgere esperienze e storie di ognuno a beneficio di tutti aprendo spazi imprevisti. La lucida pacatezza di Luciani e l’esuberanza contagiosa di Antenone, alias Scartaccia hanno confezionato il regalo di un pomeriggio in cui tutti i personaggi ed interpreti sono stati molto bravi e sinceri nella condivisione del tesoro di due poeti di grandissimo valore.
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