

La mobilitazione di circa 500 persone per chiedere la trasformazione da residence temporaneo ad alloggi popolari. In prima linea sindacati, associazioni e Amnesty
Nella giornata di oggi, sabato 23 maggio 2026, Bastogi tornerà a riempire le strade per chiedere risposte su casa, servizi e regolarizzazione degli alloggi.
Dalle 14.30 il quartiere della periferia ovest sarà attraversato da una manifestazione promossa dal comitato “Bastogi è Roma”, con la partecipazione attesa di centinaia di residenti, associazioni e realtà del volontariato cittadino.
Al centro della protesta c’è una questione che si trascina da decenni: il destino delle sei palazzine nate come centro di assistenza alloggiativa temporanea e diventate, nel tempo, un insediamento stabile per decine di famiglie.
Una situazione rimasta sospesa tra emergenza abitativa e assenza di una vera regolarizzazione amministrativa, con inevitabili ricadute sulla qualità della vita dei residenti.
I comitati chiedono al Campidoglio di accelerare il passaggio definitivo degli edifici all’edilizia residenziale pubblica e di aprire un confronto permanente con cittadini, sindacati e istituzioni.
L’obiettivo è arrivare a un percorso trasparente che consenta di sanare le posizioni delle famiglie aventi diritto e programmare gli interventi di riqualificazione del quadrante.
La mobilitazione arriva in una fase considerata decisiva. Nel 2025 Roma Capitale ha ottenuto circa 10 milioni di euro destinati alla riqualificazione delle palazzine, con interventi previsti sul fronte della sicurezza strutturale e dell’efficientamento energetico.
Per i residenti, però, le risorse economiche da sole non bastano: serve un piano condiviso che affronti anche il nodo sociale e amministrativo del quartiere.
«Bastogi non può continuare a vivere in una condizione di incertezza permanente», spiegano i promotori della manifestazione, che chiedono una presa in carico stabile da parte delle istituzioni e il superamento definitivo della gestione emergenziale.
Alla manifestazione aderiranno numerose sigle del mondo sindacale, dell’associazionismo e dei diritti civili. In piazza sono attese realtà come Anpi, Arci, Cgil, Emergency, Amnesty International e diversi movimenti attivi sul tema dell’abitare e delle periferie.
Un fronte ampio che punta a riportare al centro del dibattito cittadino il tema della casa e della riqualificazione urbana nelle aree più fragili della Capitale.
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