

Il caso dopo un video pubblicato dall'attivista per i diritti degli animali Enrico Rizzi
Via Tuscolana si è trasformata, per due giorni, in un palcoscenico di tensione e mobilitazione civica: circa cinquanta attivisti, guidati dal noto influencer Enrico Rizzi, hanno assediato un palazzo al civico 1270 per strappare un cane dalle mani del suo proprietario, accusato di maltrattamenti.
La vicenda, seguita in diretta sui social, ha visto susseguirsi blitz, interventi delle forze dell’ordine e una complessa trattativa legale con ASL e autorità locali.
Il caso esplode dopo la pubblicazione di un video virale da parte di Rizzi: immagini choc mostrano un cane colpito con un bastone e costretto a vivere recluso su un balcone. «Mi sto recando sul posto. Questo cane va portato via», annuncia Rizzi, scatenando la mobilitazione immediata nel quartiere.
Ieri mattina, intorno alle 11:00, gli attivisti entrano nel palazzo mentre i Carabinieri di Cinecittà, Polizia Locale e veterinari della ASL intervengono per sedare gli animi e verificare le condizioni dell’animale:
Sequestro temporaneo: il cane viene portato in canile per accertamenti clinici.
Riconsegna sorprendente: poche ore dopo, l’animale viene restituito al proprietario, scatenando la seconda ondata di protesta. Il proprietario, sotto pressione, chiama il 112 denunciando l’assedio dei manifestanti.
Questa mattina, la tensione non è diminuita: un nuovo presidio degli attivisti si è formato davanti allo stabile.
La svolta arriva nel pomeriggio grazie all’intervento del Garante degli Animali di Roma Capitale: il cane viene nuovamente prelevato per profilassi sanitaria e, questa volta, la separazione dal proprietario appare definitiva.
Rizzi commenta in diretta Facebook: «Sono già arrivate oltre 100 richieste di adozione. Chiedetemi se sono felice».
Per il proprietario del cane si apre ora l’iter giudiziario: la denuncia-querela presentata da Rizzi, supportata dal video, ha avviato un fascicolo per maltrattamento di animali (art. 544-ter del Codice Penale).
Il reato prevede pene severe: da tre a diciotto mesi di reclusione o una multa fino a 30.000 euro.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.