Categorie: Comunicati Stampa
Municipi: ,

Beni Comuni: dal 2023 al 2025 sono 52 i patti di collaborazione

Siglati e in conclusione tra amministrazione comunale e cittadinanza

A poco più di due anni dall’approvazione del Regolamento per l’Amministrazione Condivisa dei Beni Comuni Roma registra 52 patti di collaborazione ufficialmente protocollati, di cui 29 firmati e approvati e 23 in fase di proposta e co-progettazione. Un dato che conferma una crescita significativa: 21 patti approvati nel 2025, contro i 7 del 2024 e 1 nel 2023.

Sono 7 gli Avvisi pubblicati su iniziativa delle strutture comunali, dai quali sono derivati 8 patti, mentre gli altri 44 patti sono frutto di iniziativa popolare. Nel complesso, i 52 patti hanno coinvolto circa 100 realtà civiche, 53 delle quali direttamente attive nei 29 patti già firmati.

Le realtà partecipanti comprendono: 76 associazioni e comitati, 10 attività imprenditoriali, 2 cooperative, 3 aziende pubbliche, 1 parrocchia, 1 Università, 3 Istituti scolastici e 1 Università pubblica, oltre a 5 gruppi informali di cittadini e singoli volontari. Sono inoltre 9 le Strutture capitoline che hanno approvato o avviato i patti, fra cui il Dipartimento Tutela Ambientale e otto Municipi (II, V, VI, VII, VIII, IX, X, XI, XIII).

“I numerosi patti di collaborazione approvati, oltre a attività di cura e manutenzione, prevedono quasi sempre attività di animazione sociale, educativa e culturale; sinergie con altre associazioni, reti e comunità educanti attive nelle vicinanze; promozione della conoscenza del patrimonio storico, archeologico e naturalistico dei quartieri; azioni di memoria storica; organizzazione di eventi culturali e sportivi, con l’obiettivo diffuso di creare uno spirito di comunità che faciliti nuovo attivismo civico” commenta Andrea Catarci, responsabile dell’Ufficio Giubileo delle persone e partecipazione di Roma Capitale.

L’andamento molto positivo relativo all’adozione di patti conferma l’efficacia delle azioni di formazione che tra fine 2023 e per tutto il 2024 hanno coinvolto più di 200 tra dirigenti, funzionari e istruttori comunali e oltre 200 esponenti di realtà civiche attraverso seminari, webinar, laboratori e percorsi territoriali realizzati insieme all’associazione Labsus, alla Scuola di Formazione Capitolina e alle Università romane. Va ricordato infine un aspetto non secondario. Roma si è dotata del Regolamento attualizzando con un percorso partecipativo durato oltre un anno la proposta di Deliberazione popolare presentata nel 2018 dalla Coalizione per i Beni Comuni, sostenuta da oltre 15.000 firme ma bocciata in consiglio comunale dall’allora maggioranza a guida Virginia Raggi. Il fatto che lo stesso meccanismo regolamentare sia stato frutto di un processo pattizio ha dato credibilità al Regolamento, con i risultati positivi che cominciano a vedersi.” conclude Catarci.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento