Biblioteche di Roma, un bene comune!

Mercoledì 17 giugno 2015 si è svolta l’Assemblea dei lavoratori presso la Biblioteca Vaccheria Nardi in via Grotta di Gregna

Un leggero vento e l’ombra di una grossa quercia hanno accolto mercoledì 17 giugno 2015, dalle 17.00 alle 20.00, l’Assemblea dei lavoratori delle Biblioteche di Roma, svoltasi presso la Biblioteca Vaccheria Nardi in via Grotta di Gregna.

La convocazione, indetta unitariamente dalle OO.SS. CGIL, CISL, UIL, DICCAP e R.S.U-USI. delle Biblioteche di Roma, ha visto la partecipazione di oltre 200 persone, dipendenti di Roma Capitale e di Zètema e loro rappresentanti sindacali, ma anche presidente e membri del CdA dell’Istituzione”Sistema delle Biblioteche Centri Culturali”, utenti di varie biblioteche della città, comitati di quartiere, associazioni culturali, rappresentanti dei vincitori dei concorsi pubblici del 2010, Consiglieri e Assessori municipali.

SerataPerTroisiAllaVaccheriaNardiAll’ordine del giorno in primis il taglio insostenibile al finanziamento 2015 rispetto al 2014, di 3,1 mln di euro (ed è previsto un ulteriore taglio di oltre 4 mln nel biennio 2016-2017), deciso da Giunta e Consiglio di Roma Capitale nel marzo scorso; al secondo punto la costante diminuzione del personale per pensionamenti e non assunzione dei vincitori dei concorsi pubblici del 2010 ed infine il taglio del salario accessorio dei dipendenti da gennaio 2015.

In molti si sono succeduti al microfono. È stato ricordato il percorso di sviluppo delle Biblioteche di Roma, dal 1996, la continua realizzazione di progetti che hanno permesso che i servizi erogati alla cittadinanza si ampliassero sia con l’apertura di nuove sedi che con l’aumento dei prestiti e della partecipazione da parte dei cittadini (2.450.000 presenze complessive nel 2014): un servizio pubblico universale, gratuito e di qualità che raggiunge i massimi livelli europei.

Si è detto che è inconcepibile che qualcuno, pur tagliando intanto i fondi, possa credere di conservare quegli standard di eccellenza che fino ad oggi sono stati mantenuti con mille difficoltà e dedizione da parte dei lavoratori solo con una riorganizzazione dei servizi e con l’aiuto di volontari che dovrebbero compensare il personale che sta andando in pensione e che non viene sostituito con i vincitori del concorso conclusosi nel 2014 (dopo 4 anni di prove molto impegnative).

Si è anche parlato della volontà politica dell’apertura di tre nuove sedi in periferia e delle prospettive di crescita e sviluppo nell’ottica della valorizzazione del ruolo culturale e sociale delle biblioteche, eventualità a dir poco incerta, se la Giunta capitolina persevera nella decisione di riduzione dei fondi.

La situazione attuale vede il mantenimento dei servizi con una riduzione degli stipendi, ma fino a quando si può andare avanti così? L’ultimo intervento ha sottolineato quanto il quadro generale di Roma Capitale sia obiettivamente molto cupo e l’indagine di Mafia-Capitale determini un equilibrio confuso dell’attuale Amministrazione che lascia dubbi sulla effettiva possibilità di affrontare al meglio tutte le necessità della nostra città.

Al termine del dibattito, è stata letta e messa in votazione una mozione, approvata all’unanimità, in cui si dichiara “inammissibile la scelta del grosso taglio lineare al bilancio 2015 (-3,1 mln rispetto al 2014), fatta dalla Giunta di Roma Capitale; un taglio che già dai mesi prossimi comporterà drastiche riduzioni di orari, servizi e attività culturali, o persino la chiusura di molte biblioteche; oltre ad aver già determinato, da gennaio 2015, una sensibile riduzione delle retribuzioni dei dipendenti”.

È stato richiesto un incontro urgente con il Sindaco Marino, l’Assessora alla Cultura Giovanna Marinelli e l’Assessora al Bilancio Silvia Scozzese da fissare entro il 30 giugno, termine per la delibera del bilancio di previsione annuale. Obiettivo : “il ripristino per il 2015 del finanziamento del 2014, unito a un credibile piano assunzionale dei vincitori dei concorsi pubblici del 2010 sempre più necessari per garantire continuità, quantità e qualità dei servizi bibliotecari”.

Nell’eventualità di un mancato accordo, gli operatori della cultura, con l’appoggio della cittadinanza, intraprenderanno tutte iniziative che riterranno utili a difendere i servizi delle biblioteche.

Già nel settembre del 2013 il personale delle Biblioteche di Roma si mobilitò a causa del rischio di chiusura alcune biblioteche. Ancora una volta è partita una petizione per salvare le biblioteche di Roma, su FB https://www.facebook.com/salviamobibliotechediroma  si invitano tutti a sottoscriverla.

Le biblioteche sono una risorsa, una fonte di crescita e rinnovamento della coscienza civile un luogo di partecipazione e incontro, di trasmissione di valori e cultura, un interesse pubblico da preservare. Ci auguriamo che questo tesoro non venga sacrificato in nome di strane alchimie economiche che poco vengono influenzate dalla gestione cristallina di una Istituzione Biblioteche di Roma che da 19 anni chiude annualmente in pareggio di bilancio e mai ha creato emergenze di gestione.

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