Categorie: Cronaca Economia
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Bilanci gonfiati e scenografie a costo zero, rischio processo per ex vertice Cinecittà

L'avviso di conclusione indagine notificato anche ad un dirigente all'epoca preposto alla redazione dei documenti contabili

Nuovo capitolo nella vicenda giudiziaria che coinvolge Cinecittà: Nicola Maccanico, ex amministratore delegato, e Claudio Ranocchi, dirigente contabile, rischiano ora il processo.

La Procura di Roma ha notificato loro l’avviso di conclusione delle indagini per false comunicazioni sociali, con accuse che riguardano i bilanci della società del 2022 e 2023.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Maccanico e Ranocchi avrebbero manipolato i conti, esponendo ricavi non reali e omettendo note di credito, gonfiando così gli utili: per il solo 2022, i documenti contabili avrebbero mostrato un profitto di 1,8 milioni mai conseguito, mentre la perdita reale superava i 500 mila euro.

Le contestazioni si estendono anche al bilancio 2023: qui i ricavi non conseguiti ammonterebbero a oltre 2,4 milioni, mentre i costi reali per scenografie cinematografiche venivano eliminati dal conto economico e trasferiti nell’attivo patrimoniale senza perizia, creando un utile fittizio di 1,3 milioni a fronte di una perdita di circa 6,7 milioni. Le produzioni coinvolte sono M. il figlio del secolo e Queer.

Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e dal pm Giorgio Orano, hanno visto il coinvolgimento della Guardia di Finanza, che ha analizzato la contabilità e le movimentazioni dei costi. Maccanico si è dimesso dall’incarico nel giugno 2024.

Ora l’attenzione è puntata sulla possibile richiesta di rinvio a giudizio, che potrebbe aprire un nuovo capitolo di questa vicenda.

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