Black Point Nomentano, consiglio straordinario in IV Municipio

Audizione dell'Assessore Patanè in aula

Consiglio straordinario mercoledì 8 ottobre nella casa del Municipio di Villa Ipazia (per via dei lavori nella sede centrale) convocato per discutere del black point nomentano, forse al momento uno dei temi più caldi che sta coinvolgendo l’amministrazione municipale.

Un consiglio che è ruotato completamente attorno all’audizione dell’Assessore capitolino alla mobilità Eugenio Patanè, presente in aula allo scopo di chiarire di persona le notizie che in questi giorni hanno cominciato a circolare sui canali ufficiali e social dello stesso Patanè e del Presidente Umberti.

Ed in effetti è stato per Patanè un momento di conferma ai consiglieri di quanto preannunciato: si va verso un passo indietro nei confronti di alcune modifiche introdotte nel cantiere del black point. Prima tra tutte, quella che sicuramente è stata la modifica più contrastata da parte del territorio e che ha portato a diverse manifestazioni di protesta: si va infatti verso la reintroduzione del doppio senso di marcia su via Nomentana, tra San Basilio e via Diego Fabbri.

Patanè ha voluto chiarire cosa ha portato ad istituire il Black Point in questione: “Dal 2012 al 2022 i dati raccolti su 30.000 incidenti su Roma, analizzati dalla Polizia locale e da Roma Mobilità, hanno individuato dei luoghi in una classifica di incidenti. Una certezza di dati che ha raggruppato sia i 10 anni fino al 2021 sia gli ultimi 3. Dal 2012 al 2022 nello specifico, la zona individuata come Black Point Nomentano ha visto 170 incidenti, con 135 feriti e 2 morti (più 2 negli ultimi 3 anni). Ciò ha determinato una responsabilità penale, civile, amministrativa e contabile del comune di Roma.” Patanè ha inoltre parlato – ed era forse la prima volta che l’argomento veniva reso pubblico – della questione riguardante i costi sopportati dal Comune di Roma: i costi complessivi per la realizzazione del del Black Point sono 1,8 milioni di euro, di cui 1,2 milioni per opere e lavori. Al contrario, i costi sociali dal 2012 al 2022 – cioè, quanto sono costati ai cittadini romani gli incidenti in quel BP – sono 5,5 milioni, dati ufficiali certificati secondo la metodologia fornita dal ministero dei trasporti.

Si tratta quindi di un investimento per il futuro, per eliminare morti e feriti sulle strade. La vicenda nasce da un progetto fatto da tecnici del comune. Progetti che sono finalizzati ad eliminare le cause che l’infrastruttura porta con sé: la maggior parte degli incidenti era causato dalle svolte a sinistra, il tema era quindi eliminare quella svolta. Si era pensato anche all’ipotesi rotatoria, ma in quel tratto il passaggio di 2.500 auto all’ora avrebbe richiesto una rotonda di 30 metri, che avrebbe comportato l’abbattimento dei palazzi circostanti, cosa impossibile da fare. Il proprietario della strada, quando c’è la “notorietà” di un black point, diventa responsabile penalmente, civilmente, amministrativamente e dal punto di vista erariale. ” In merito alle proteste che hanno portato alle decisioni odierne, ha quindi aggiuntoAbbiamo perciò deciso di reintrodurre il doppio senso sia su via Nomentana sia su via del Casale di San Basilio, lasciando il divieto di svolta a sinistra su via Nomentana ed eliminando così le cause di incidentalità. Se il territorio ha ragione, va ascoltato e bisogna avere il coraggio di fare un passo indietro, senza preconcetti. È da persone intelligenti, è da comunità, inserire una modifica per migliorare la vivibilità.

Sull’eventualità di costi maggiorati dovuti alle varianti in fase di attuazione, Patanè ha detto che non ci sono costi maggiorati rispetto a 1,2 milioni di opere, perché si sta attuando solo una reintroduzione di sensi di marcia. A questa, va inoltre aggiunta nello stesso tratto la creazione dei marciapiedi su via Nomentana, che garantiranno la sicurezza della pedonalità precedentemente non presente.

Sui tempi di realizzazione di queste varianti – dal momento che anche le varianti vanno approvate e mandate in conferenza dei servizi – Patanè ha terminato informando che circa 30 giorni saranno necessari.

Le opposizioni, intervenute in risposta alle parole di Patanè, hanno tutte ringraziato sia per la sua presenza in aula per un confronto, sia per il passo indietro in relazione ad esigenze e proteste del territorio. Hanno però tutti evidenziato la necessità di ascoltare i territori e, soprattutto, di informare i municipi su ciò che sta avvenendo sui propri territori senza calarlo dall’alto. “La politica deve dare gli indirizzi, e va preso atto che la maggioranza e l’opposizione di questo municipio si sono unanimemente espresse contro il progetto così come proposto inizialmente, e così come proposto anche per i confini della ZTL” ha detto Roberto Santoro (FdI), cui è seguito Matteo Mariani (FdI), secondo cui “noi municipi siamo sempre gli ultimi a sapere le cose e a conoscere le modifiche che vengono apportate“.

In aggiunta, Lavinia Giuliani (Azione) ha ricordato che oltre il doppio senso sulla Nomentana, i cittadini chiedono altri correttivi, tra cui il ripristino del doppio senso su via Nicolai, del senso unico in entrata su via Fioravante Martinelli, e di rivedere via Poggio Bracciolini, piena di incroci ciechi su cui si stanno verificando molti incidenti, mentre per Fabrizio Montanini (Forza Italia) bisogna reintervenire per reintrodurre i parcheggi su via Buazzelli e Martinelli, perché “da un giorno all’altro i cittadini non si possono ritrovare senza parcheggi.

Anche la maggioranza, ha preso atto positivamente delle modifiche sottolineano però la necessità di coinvolgimento. Nello specifico Adriano Brescia, Presidente della Commissione Assetto del territorio, che ha anche organizzato diverse commissioni e sopralluoghi sul posto, ha ricordato: “noi non siamo mai stati contro la messi in sicurezza dell’incrocio, abbiamo però sollevato da subito dubbi sulle proposte di modifica della circolazione. È passato un mese dall’istituzione del senso unico, e finalmente sappiamo oggi che tra circa 30 giorni potremo avere una nuova variante del progetto“. Brescia ha inoltre chiesto che possano essere ipotizzati incontri bisettimanali, anche con gli uffici e con i tecnici dei dipartimenti, in una sorta di osservatorio per valutare l’avanzamento dei lavorianche per rispetto nei confronti dei comitati territoriali che sono stati sempre presenti in maniera civile per manifestare le proprie perplessità ed il proprio dissenso.

Patanè ha concluso, nel suo intervento riassuntivo dopo avere ascoltato i vari interventi, dichiarando di essere d’accordo con un’ipotesi di prossima verifica su tutte le questioni poste, tra cui anche i sensi unici segnalati, i parcheggi, gli scivoli assenti. “L’importante è intervenire, su tutta Roma, per dire basta a tutti i morti e i feriti dovuti agli incidenti stradali, soprattutto dove l’incidentalità è dovuta alla natura stessa dell’infrastruttura e dove, quindi, l’amministrazione può e deve intervenire per modificare la pericolosità dell’infrastruttura.”


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