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Blatte, sporcizia e alimenti in terra: due locali chiusi a Portuense

A scoperchiare il vaso di Pandora è stata un’ispezione congiunta della Polizia Locale di Roma Capitale, Gruppo XI Marconi, insieme al personale della ASL Roma 3, Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione (SIAN)

Non bastavano il caffè al volo e il dolce della domenica. Dietro il bancone di un bar e tra i forni di una pasticceria della zona Portuense si celava una realtà ben più indigesta: sporcizia, blatte e cibo conservato in condizioni da brivido.

A scoperchiare il vaso di Pandora è stata un’ispezione congiunta della Polizia Locale di Roma Capitale – Gruppo XI Marconi – insieme al personale della ASL Roma 3, Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione (SIAN).

Il blitz, condotto in due esercizi molto frequentati del Municipio XI, ha portato alla scoperta di gravi carenze igienico-sanitarie. Tanto gravi da costringere l’ASL a disporre l’immediata chiusura di entrambi i locali.

Una decisione inevitabile, a fronte di ciò che gli ispettori si sono trovati davanti: alimenti abbandonati a terra, contenitori sporchi e non idonei alla conservazione, pareti annerite, soffitti incrostati e, soprattutto, la presenza di blatte nei locali destinati alla preparazione dei cibi.

Ma non è tutto. I controlli hanno evidenziato anche l’assenza degli attestati HACCP, fondamentali per la corretta gestione della sicurezza alimentare, e gravi irregolarità su etichettature e tracciabilità dei prodotti. Una lunga lista di violazioni che ha portato a sanzioni per oltre 12.000 euro complessivi, a carico dei titolari.

L’operazione non è un caso isolato: si inserisce in un piano di monitoraggio più ampio avviato nel quadrante ovest della Capitale, già teatro di simili chiusure nelle scorse settimane. L’obiettivo è chiaro: tutelare la salute pubblica e garantire il rispetto delle regole, soprattutto nei luoghi che ogni giorno accolgono centinaia di clienti.

Per i due esercizi scatta ora l’obbligo di intervenire immediatamente per sanare le criticità, a partire dalla pulizia profonda fino alla certificazione della filiera alimentare. Solo allora, e solo con il via libera della ASL, potranno pensare alla riapertura.

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