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Blatte, sporco e un uccello in cucina: chiuso ristorante cinese a Primavalle. Blitz anche al mercato ittico

Sequestrati oltre 50 chili di pesce avariato o senza tracciabilità. Multe per 6mila euro

Un volatile che gira indisturbato tra i fornelli di un ristorante cinese, banchi del pesce con le celle del ghiaccio rotte e tranci di pescato lasciati a mollo in acqua stagnante a temperatura ambiente.

È lo scenario da incubo emerso a Primavalle, nel quadrante nord-ovest della Capitale, a seguito di un imponente servizio di controllo interforze focalizzato sulla sicurezza alimentare, sul rispetto delle norme igienico-sanitarie e sulla tutela del lavoro.

Il dispositivo poliedrico, coordinato dalla Questura di Roma, ha visto scendere in campo gli agenti del XIV Distretto di Polizia “Primavalle”, gli specialisti della Capitaneria di Porto di Fiumicino, il personale ispettivo dell’ASL Roma 1 e gli ispettori dell’Ispettorato del Lavoro.

I controlli a tappeto hanno passato al setaccio il mercato rionale di quartiere e diverse attività di somministrazione della zona, portando all’identificazione di 30 persone (tra cui 4 cittadini stranieri), all’elevazione di sanzioni per oltre 6.000 euro e al sequestro di più di 50 chilogrammi di alimenti pericolosi per la salute pubblica.

Il caos nelle pescherie del mercato: frigoriferi spenti e sporcizia

I primi nodi sono venuti al pettine durante le ispezioni amministrative all’interno dell’area mercatale, con un focus mirato sui banchi del pesce.

L’azione sinergica dei poliziotti e della Guardia Costiera ha fatto emergere pesanti irregolarità in tre diverse attività ittiche, tutte sanzionate per la commercializzazione di merce priva di qualsiasi documento di tracciabilità e conservata in totale spregio dei protocolli HACCP.

In una di queste pescherie, i tecnici dell’Asl hanno accertato il totale blackout delle celle destinate alla produzione del ghiaccio: all’interno erano stipati tre chili di pesce in avanzato stato di decomposizione. In un secondo box, il prodotto destinato alla vendita veniva mantenuto a temperatura ambiente, immerso in vasche di acqua stagnante.

Il campionario delle violazioni strutturali ha evidenziato inoltre la totale assenza di sistemi di protezione contro insetti e animali infestanti, la mancanza di acqua calda corrente nei lavelli e il posizionamento abusivo di banchi refrigerati in aree esterne non autorizzate.

Orrore nel ristorante cinese: scatta il sigillo d’urgenza

Il capitolo più inquietante dell’ispezione è stato scritto però all’interno di un ristorante cinese della zona.

Le gravi e diffuse carenze igienico-sanitarie riscontrate, unite a pesanti violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, hanno spinto le autorità a decretare la sospensione immediata dell’attività di ristorazione con la chiusura del locale.

Una volta varcata la soglia della cucina, gli operatori si sono trovati di fronte a pareti annerite e sporco sedimentato da mesi sulle superfici di lavoro, frigoriferi fuori uso e la totale assenza di sistemi di aerazione.

Durante il sopralluogo, gli agenti hanno persino fotografato un volatile che si muoveva liberamente tra i ripiani destinati alla manipolazione e alla cottura dei cibi.

Una situazione di degrado speculare a quella rilevata nella sala principale, tra pareti aggredite da muffe storiche, ampie porzioni di intonaco crollate e cumuli di polvere sui tavoli, mentre la terrazza esterna era stata di fatto trasformata in una discarica abusiva di materiali di scarto.

Nei congelatori, infine, sono stati rinvenuti cibi a base di carne e pesce che erano stati sistematicamente scongelati e poi nuovamente congelati, tutto in totale assenza di etichettatura d’origine.

Tutta la merce è stata sequestrata e avviata alla distruzione prima che potesse finire nei piatti dei clienti.

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