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Blitz al “Fortino” di Santa Palomba: l’assedio dei poliziotti incastra la custode della droga

Tecnica medievale per espugnare la piazza di spaccio: gli agenti cinturano l'edificio e recuperano la borsa termica lanciata dalla finestra

Un appartamento trasformato in deposito della droga, protetto da vedette e inserito in un contesto dove ogni movimento sospetto viene notato in pochi secondi. Ma questa volta il sistema di allerta non è bastato.

Gli investigatori del IX Distretto Esposizione hanno organizzato un intervento studiato nei dettagli, riuscendo a smantellare quella che nel gergo dello spaccio viene definita “la retta”: il punto sicuro dove la sostanza stupefacente viene custodita prima di essere distribuita ai pusher di strada.

L’operazione e la casa circondata

Consapevoli di muoversi in un contesto particolarmente vigilato, gli agenti hanno adottato una strategia precisa.

Prima di intervenire hanno circondato l’intero edificio in modo discreto, presidiano scale, cortili e possibili vie di fuga. Solo quando il perimetro è stato completamente controllato hanno bussato alla porta dell’appartamento nel mirino.

La reazione dall’interno è stata immediata. Nel tentativo di eliminare le prove, una donna ha lanciato dalla finestra una borsa termica di grandi dimensioni, convinta che il contenuto potesse sparire senza lasciare traccia.

Quello che non immaginava era che proprio sotto l’edificio alcuni agenti erano già appostati. La borsa è stata recuperata pochi istanti dopo, prima che qualcuno potesse intervenire.

Il tentativo di depistaggio

Quando i poliziotti si sono presentati alla porta, la donna – una 35enne di origine peruviana – ha aperto con apparente tranquillità.

La perquisizione iniziale dell’appartamento non ha restituito nulla di sospetto, come se la casa fosse perfettamente in ordine.

Il tentativo di depistaggio è però crollato quando gli agenti sono rientrati nell’abitazione portando con sé la borsa recuperata in strada.

All’interno era nascosta una piccola cassaforte che custodiva la droga insieme al materiale utilizzato per la pesatura e il confezionamento delle dosi.

Cocaina ad alta purezza

Gli accertamenti tecnici hanno rivelato un dettaglio significativo: i circa 30 grammi di cocaina sequestrati presentavano un grado di purezza del 78 per cento.

Una qualità particolarmente elevata che, una volta tagliata e immessa nel circuito dello spaccio, avrebbe consentito di ricavare fino a circa 150 dosi.

Arresto convalidato

Per la trentacinquenne sono scattate le manette con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’arresto è stato successivamente convalidato dalla Procura della Repubblica di Roma nelle aule del Tribunale di Roma a Piazzale Clodio.


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