

Il quarantottenne iracheno era ricercato in Belgio per droga e reati finanziari
Sperava di svanire nel caos ordinato del quartiere Esquilino, confondendosi tra le centinaia di turisti e viaggiatori che ogni giorno affollano le strutture ricettive a ridosso della stazione Termini.
Aveva pianificato tutto nei minimi dettagli: un soggiorno lampo, una vera e propria “toccata e fuga” di poche ore in un albergo di via Calatafimi, giusto il tempo di riprendere fiato prima di far perdere nuovamente le proprie tracce.
Ma il piano di un quarantottenne di origini irachene, latitante internazionale, si è infranto contro la rete invisibile dei controlli telematici della Polizia di Stato.
L’uomo è stato arrestato dagli agenti della Squadra Volante e del Commissariato locale, ponendo fine a un mandato di cattura europeo emesso dalle autorità giudiziarie del Belgio.
L’operazione è scattata nelle prime ore del mattino, attivata da un segnale elettronico silenzioso ma inequivocabile.
Non appena la reception dell’hotel ha inserito i dati dell’ospite sul portale telematico “Alloggiati Web” — la piattaforma informatica collegata alla Questura che registra in tempo reale le presenze nelle strutture ricettive della Capitale — i sistemi di sicurezza dello SDI (il Sistema Direzionale Informativo) hanno fatto scattare l’allarme rosso. Quel nome corrispondeva a un profilo inserito nella lista dei ricercati in ambito Schengen.
Ricevuto l’impulso dalla sala operativa, gli agenti del Commissariato Esquilino si sono diretti rapidamente verso la struttura di via Calatafimi. Muovendosi con cautela per non destare sospetti tra il personale e gli altri ospiti, i poliziotti hanno raggiunto la camera indicata.
All’interno, ignaro di essere stato localizzato grazie all’incrocio dei dati di check-in, il quarantottenne stava riposando insieme alla compagna. L’irruzione degli agenti è stata fulminea, escludendo ogni possibilità di reazione o di ulteriore tentativo di fuga.
L’uomo è stato condotto negli uffici del vicino Commissariato Viminale per le procedure di fotosegnalamento e l’esatta identificazione dattiloscoppica. Lì gli è stato formalmente notificato il Mandato di Arresto Europeo (MAE) spiccato dalla magistratura belga.
Il quarantottenne era infatti stato condannato in via definitiva a una pena di 5 anni di reclusione per reati gravi connessi al traffico di sostanze stupefacenti e per reati di natura economico-finanziaria.
Dopo la notifica degli atti di Polizia Giudiziaria, il latitante è stato trasferito nel carcere di Regina Coeli, dove rimarrà a disposizione dell’autorità giudiziaria italiana.
L’arresto e la custodia cautelare in carcere sono stati successivamente convalidati dalla Corte d’Appello di Roma, l’organo giurisdizionale competente a gestire le procedure internazionali.
I giudici d’appello hanno avviato l’iter burocratico e formale volto a definire l’estradizione.
Nei prossimi giorni, l’uomo verrà consegnato alle autorità del Belgio per espiare la condanna residua.
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