

Sotto scacco una finta associazione culturale: serata interrotta dai caschi bianchi. Il gestore denunciato per violazione delle norme di sicurezza e sovraffollamento
Dietro la facciata di un’innocua associazione culturale si nascondeva, in realtà, una discoteca abusiva in piena regola. È quanto scoperto dagli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale durante un controllo mirato nella movida del quartiere EUR, scattato nella notte tra venerdì e sabato.
Un intervento che ha portato al sequestro preventivo della struttura e all’interruzione di una serata che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia.
Il locale funzionava come un club professionale: DJ set, vocalist, musica dal vivo e una martellante pubblicità sui social per attirare giovani da tutta la Capitale. Peccato che la struttura fosse priva di qualsiasi agibilità per il pubblico spettacolo.
Per eludere i controlli, il gestore utilizzava lo schermo dell’associazione culturale, ma l’ingresso era aperto a chiunque: bastava pagare un “biglietto” da 20 euro, a cui veniva aggiunto un ulteriore obolo di 5 euro mascherato da contributo associativo.
Una strategia che non ha ingannato i caschi bianchi, che hanno documentato l’esercizio abusivo dell’attività di intrattenimento.
Il dato più allarmante è emerso durante il conteggio degli avventori. Al momento dell’ispezione, gli agenti hanno trovato all’interno oltre 380 persone, pigiate in uno spazio che per legge poteva ospitarne al massimo 120.
Un sovraffollamento di oltre il triplo rispetto al limite consentito, che in caso di emergenza o incendio avrebbe reso quasi impossibili le operazioni di evacuazione.
Al termine degli accertamenti, per il locale sono scattati i sigilli. Il gestore è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per le violazioni degli articoli 68 e 80 del TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza), in combinato disposto con l’articolo 681 del Codice Penale, che punisce l’apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo.
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